Mercoledì 27 Marzo 2019 | 00:13

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

Fino a quando il capitano resisterà all'ipotesi voto

 
La riflessione
Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

Governo, alleati ma sempre più concorrenti a caccia di voti

 
L'analisi
Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

Amaro lucano per Di Maio nell’urna dolce per Salvini

 
L'analisi
Il circolo vizioso che frena la Basilicata

Il circolo vizioso che frena la Basilicata

 
La riflessione
La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

La «favola» del bus a fuoco e la sua morale per Salvini

 
L'analisi
Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

Il Movimento in affanno e politiche all’orizzonte

 
La riflessione
L’autonomia non fa cultura

L’autonomia non fa cultura

 
L'analisi
Via della seta, ma per il Sud via della beffa

Via della seta, ma per il Sud via della beffa

 
La riflessione
La metamorfosi del belpaese dalla Vlora alla Diciotti

La metamorfosi del Belpaese dalla Vlora alla Diciotti

 
L'analisi
Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

Gli aiuti di Stato il credito e il paradosso tra i due diritti

 
la polemica
La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

La Madonna della Pace salentina «plagiata» da una casa di moda tedesca

 

Il Biancorosso

LA PARTITA
Il meglio di Palmese-Baritutte le emozioni biancorosse

Il meglio di Palmese-Bari
tutte le emozioni biancorosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaL'annuncio
Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

Basilicata, lo sconfitto Trerotola resterà in consiglio regionale

 
LecceLa sentenza
Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

Lecce, processo a gruppo Scu: 12 condanne e un patteggiamento

 
BrindisiL'episodio
Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

Francavilla F.na, tenta di uccidere il cognato, arrestato

 
TarantoUn 36enne
Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

Consegnava eroina nascosta nei panini: arrestato a Taranto

 
GdM.TVNel foggiano
«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

«Servizio completo»: così i 7 arrestati di S.Severo fornivano droga e sesso

 
HomeL'operazione dei cc
Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

Margherita di Savoia, rapina una farmacia e poi fugge su auto rubata: arrestato 41enne

 
GdM.TVLo spettacolo sportivo
Matera 2019, Fiona May in scena stasera con «Maratona di New York»

Matera 2019, Fiona May in scena con «Maratona di New York»

 

Oggetti? A Teheran la ribellione è donna

di Gino Dato
di Gino Dato

«Allah Akbar». Dio è grande. E continua a esserlo. Anche a trent’anni dalla rivoluzione che, nel febbraio 1979, osannava il ritorno dall’ayatollah Komeini e la deposizione dello scià Reza Pahlavi. Ad accendere la piazza di Teheran sono invece in questi giorni - almeno apparentemente - l’esito incerto delle elezioni presidenziali del 12 giugno. Le manifestazioni di piazza hanno tutta l’aria di dipendere dalle circostanze deprecabili di un broglio elettorale, che ha visto contrapposti il candidato uscente Mahmoud Ahmadinejad e lo sfidante, il moderato Mir Hossein Mousavi: un incidente di percorso tipico nella crescita di una società verso la democrazia. La realtà è che la domanda di cambiamento, in Iran, muove da un impulso ancora più viscerale, primitivo, che non sia quello della contesa partitica per l’elezione di uno dei candidati contrapposti.
Il regime prova a consolidarsi nel calpestare i diritti primari a vivere, un disegno che proprio le donne e i giovani, a Teheran il 70% della popolazione, hanno deciso di contrastare e scardinare. La risposta  è che ogni giorno si organizza un party nella capitale, racconta la scrittrice Pardis Mahadavi, autrice del saggio “Passionate Uprising” (rivolte appassionate), edito dalla Stanford University Press. Non possono scambiare effusioni con il compagno? “E noi ci inventiamo linguaggi e segni per scambiarci il reciproco interesse sessuale”, annota l’antropologa. “Lasciamo cadere le chiavi mentre camminiamo per strada, ci annodiamo il foulard in un certo modo. Un linguaggio carbonaro”, conclude, “che sta minando il regime dall’interno”.
Come è possibile allora fermare la rivoluzione dei costumi, che investe una società mentre si apre e confronta con la piazza mondiale? Come è possibile che il costume si accartocci su se stesso mentre il mondo cammina? Come è possibile arrestare le emozioni? I dittatori, anche quelli che non si camuffano dietro i rituali ufficiali di un governo ma che spadroneggiano tutti i giorni, nutrono da sempre un’illusione: congelare e camuffare i sentimenti. Soffocando in primo luogo l’informazione. Le proteste di piazza contro l'annuncio della vittoria del presidente uscente richiamano alla memoria la rivolta studentesca del luglio 1999, schiacciata nel sangue. La scintilla della protesta fu la chiusura del quotidiano riformista “Salam” e l'adozione di una legge per frenare la liberalizzazione della stampa avviata dall'allora presidente Mohammad Khatami.
Bloccare il sistema della comunicazione non vuol dire solo censurare gli inviati, ma chiudere gli accessi a internet, la rete dalla quale passano i filmati di Twitter, You Tube, Facebook, che una nazione di cybernauti meno che trentenni s’incarica di diffondere. Il servizio di microblogging Twitter, che avrebbe dovuto fermarsi per un'ora e mezza, ha rinviato la manutenzione dopo le proteste della Rete. Molti microblogger iraniani e negli Stati Uniti erano insorti. Giacché il servizio di microblogging è diventato un protagonista del dopo-voto in Iran da quando le autorità iraniane hanno bloccato l'accesso ad altri fori di comunicazione sociale sul web, come Facebook.
“Sono mille volte più avanti dei media internazionali”, racconta la scrittrice Manhaz Afkhami, ex ministra iraniana per gli Affari delle donne, che aggiunge: “Tra i blogger più agguerriti ci sono molte donne. Il loro è un movimento più che un partito politico, un network con milioni di simpatizzanti che hanno organizzato una capillare campagna porta a porta, raggiungendo casalinghe, parrucchiere e sarte”.
Ma non aveva detto proprio Gheddafi, parlando in Italia, che nell’Islam le donne sono poco più di oggetti e mobilia? “Allah Akbar”. Dio è grande. Parola di dittatore.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400