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L'analisi

Se l’Europa scende in campo contro l’industria delle bufale

Tre proposte gelide verso l'Europa

La Task Force europea, operativa dal settembre 2015, ha identificato finora «oltre 4.500 casi» di disinformazione, sempre più in numero crescente

12 Dicembre 2018

Giuseppe Dimiccoli

Un piano di azione di contrasto alle «fake news». I dati sono allarmanti. Il barese Giuseppe Abbamonte, direttore per i media e i dati nella direzione generale «Connect» della Commissione europea, lo aveva preannunciato alla Gazzetta. «L’80% dei cittadini dei cittadini europei si è imbattuto e continua ad imbattersi in fake news. L’83% considera la disinformazione online come un problema per la democrazia». Ma non solo quasi la metà dei cittadini dell’Ue, nel 2016 sono stati il 46%, ha preso per verità incontestabile quanto diffuso da social media senza controllare l’attendibilità delle fonti è più che giusto che ci sia una attenta riflessione. Per tutto questo l'Unione europea ha lanciato un nuovo Piano d’azione anti-fake news anche in vista delle elezioni europee di maggio e a tutela degli altri appuntamenti elettorali nei 28 da qui al 2020.

La Task Force europea, operativa dal settembre 2015, ha identificato finora «oltre 4.500 casi» di disinformazione, sempre più in numero crescente. Nella primavera 2018 erano infatti circa 3.800, a oggi sono saliti a 4.564, secondo quanto emerge dal sito euvsdisinfo.eu. I temi più gettonati per la disinformazione? Terrorismo, migranti, l’Ue, l’Occidente, la Nato, la guerra in Siria e in Ucraina, l’Isis, il caso Skripal. Negli ultimi mesi sono saliti nei trend la questione nazi-fascisti, Angela Merkel e Donald Trump.

Con le nuove misure le risorse per le Task force in seno al Servizio di azione esterna di Federica Mogherini per identificare i focolai di disinformazione vengono più che raddoppiati passando dai 1,9 milioni del 2018 a 5 milioni per il 2019. Inoltre è stato creato un sistema di allerta rapida tra istituzioni Ue e Stati membri per la condivisione di informazioni e allarmi su campagne di disinformazione. Il piano d'azione si concentra su quattro settori chiave che potenzieranno efficacemente le capacità dell’Ue e rafforzeranno la cooperazione tra gli Stati membri e l’Ue: «Individuazione più efficace»; «Una risposta coordinata»; «Piattaforme online e industria»; «Sensibilizzazione e responsabilizzazione dei cittadini».
Le prossime tappe prevedono che la Commissione europea e l'Alta rappresentante elaborino e attuino le misure previste dal piano d’azione, in stretta collaborazione con gli Stati membri e il Parlamento europeo e che entro marzo 2019, in previsione delle elezioni europee, sia attivato il sistema di allarme rapido, coadiuvato da un ulteriore rafforzamento delle pertinenti risorse.

«Una democrazia sana si fonda su un dibattito pubblico aperto, libero ed equo. È nostro dovere proteggere questo spazio e non permettere a nessuno di diffondere notizie false che alimentano l'odio, le divisioni e la sfiducia nella democrazia. Abbiamo deciso di agire insieme, come Unione europea, e di rafforzare la nostra risposta, promuovere i nostri principi, sostenere la resilienza delle nostre società all'interno delle nostre frontiere e nel vicinato. Questo è il modo europeo di rispondere a una delle principali sfide dei nostri tempi», ha dichiarato l'Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini.
La questione delle «fake news» costituisce umn’autentica emergenza democratica. È importante che l’Europa abbia previsto un piano di contrasto contro l’esplosione delle «bufale». Ne va della democrazia, cioè del pilastro che regge l’Unione.

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