Lunedì 17 Dicembre 2018 | 00:53

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giornata mondiale disabilità

La Ue guarda ai disabili: un esercito di invisibili

Tra i primi provvedimenti, quelli che riguardano la mobilità

studenti disabili

Spesso non contano. Eppure nella Ue i numeri sono immensi: circa 80 milioni le persone diversamente abili che spesso non hanno la possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere comportamentali e ambientali. Allora è bene che la luce che viene riflessa, almeno oggi, continui a brillare per tutti gli altri giorni dell’anno. È opportuno introdurre in questa maniera la Giornata internazionale delle persone con disabilità, proclamata nel 1981, che si celebra oggi 3 dicembre.

Un momento durante il quale si lavori per quei principi di uguaglianza necessari a garantire ai diversamente abili l’effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. All’interno della Ue quasi una persona su sei di età superiore a 15 anni vive con una qualche forma di disabilità.
È opportuno rimarcare che la Strategia europea sulla disabilità 2010-2020 prevede che ai diversamente abili sempre più siano conferiti maggior poteri al fine di poter godere appieno dei propri diritti e partecipare alla società su una base di uguaglianza con gli altri. Non si dimentichi che le persone con disabilità continuano sempre a essere sfavorite a livello di occupazione, istruzione e inclusione sociale.

Sono otto i settori prioritari della «Strategia» e prevedono interventi in merito alla accessibilità, alla partecipazione, all’uguaglianza; l’occupazione per aumentare la percentuale delle persone disabili occupate nel mercato del lavoro aperto; l’istruzione e formazione per promuovere quella inclusiva e l’apprendimento permanente per gli allievi e gli studenti disabili; la protezione sociale utile a combattere la povertà e l’emarginazione; la salute al fine di salvaguardare la parità di accesso ai servizi sanitari e il potenziamento delle relazioni esterne per la promozione dei diritti nelle politiche di allargamento dell’Ue e nei programmi internazionali di cooperazione allo sviluppo.
Marianne Thyssen, commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità, in merito alla Giornata targata 2018 ha detto: «L’anno scorso il mio desiderio era che nel 2018 venisse approvato l’atto europeo sull’accessibilità. Sono molto lieta che il mio augurio si sia realizzato con l’accordo provvisorio cui il Parlamento europeo e il Consiglio sono giunti alcune settimane fa e che dovrebbe essere finalizzato nelle prossime settimane. L’accordo migliorerà la vita di più di 80 milioni di europei con disabilità, che potranno presto disporre di prodotti e servizi più accessibili, come telefoni, computer, libri in formato elettronico e commercio elettronico. L’accordo farà dell’Unione europea il più grande mercato mondiale di prodotti e servizi accessibili ed è la concretizzazione della strategia europea sulla disabilità 2010-2020, il cui obiettivo è creare un’Europa senza barriere per tutti i cittadini europei».

Recentemente dal Parlamento europeo, in merito all’utilizzo dei treni, sono state modifiche importanti. Se attualmente per avere assistenza bisogna fare richiesta in anticipo, prima di intraprendere il viaggio, adesso si chiede che tale assistenza sia resa «gratuita e disponibile» nella stazioni più grandi, senza obbligo di notifica preventiva. Per le stazioni più piccole, invece, passa da 48 a 24 ore il tempo necessario di pre-notifica per richiedere assistenza. A tal proposito giova ricordare l’esistenza della «Tessera europea d'invalidità» utile ad aiutare i disabili a viaggiare più facilmente, tenuto conto che attualmente tra gli Stati membri dell'Ue non vige un riconoscimento reciproco dello status di disabile. La tessera europea d’invalidità garantirà pari accesso a certi vantaggi specifici, soprattutto nel campo della cultura, del tempo libero, dello sport e dei trasporti. L'Italia, dal 2016, fa parte di un progetto pilota che prevede l'uso della tessera in un primo gruppo di otto paesi (Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Malta, Slovenia e Romania).

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