Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 20:38

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Se la politica diventa come il calcio di Fascetti

La Puglia si conferma laboratorio nazionale della nuova politica e le ultime provinciali certificano una crisi (irreversibile?) dei partiti tradizionali

Presidenti di Provincia, finisce 3 a 1Taranto, Brindisi e Lecce a sinistraFoggia a destra. Bat, parità in Consiglio

La Puglia si conferma laboratorio nazionale della nuova politica e le ultime provinciali certificano una crisi (irreversibile?) dei partiti tradizionali. Le coalizioni - come le abbiamo conosciute dal 1994 in poi - non esistono più. Trionfa lo schema variabile dei programmi partecipati e delle alleanze nelle quali la «golden share» è dei movimenti civici, in grado di determinare le maggioranze finali. Di questo modulo politico, che sembra richiamare la formula calcistica di Eugenio Fascetti, «il casino organizzato», il campione è Michele Emiliano, governatore regionale spesso «stretto» nel Pd, ma a suo agio nel disegnare scenari nei quali la difesa del bene comune finisce per affiancare personalità politiche distanti per provenienza ma disponibili a dare vita a sintesi fuori dai vecchi tracciati.

Il tecnico viareggino, che sulla panchina del Bari ottenne risultati di assoluto rilievo, utilizzava il suo carisma - un po’ come fa Emiliano - per trasmettere ai giocatori una visione differente, partendo dal postulato che «la squadra ideale è camaleontica» e «il gioco deve essere sempre basato sull’imprevedibilità e la sorpresa». E questa formula la si ritrova guardando alle alleanze ibride che hanno caratterizzato le provinciali di Lecce e Taranto. Nella provincia del capoluogo salentino il centrosinistra tradizionale, con in pista il sindaco dem Stefano Minerva, non avrebbe avuto chance di vittoria se non ci fosse stato l’abbraccio con il movimento Andare Oltre (da sempre in sintonia con Emiliano) del post-missino Pippi Mellone, sindaco di Nardò, in grado declinare una destra sociale e meridiana che ha come numi tutelari lo «scrittore italiano» Berto Ricci e il rivoluzionario Che Guevara. E non è un caso che Minerva e Mellone abbiano postato da Palazzo dei Celestini un selfie festoso al termine dello spoglio.

Stesso schema, stavolta però ribaltato, a Taranto: il candidato del «Patto dei sindaci» Giovanni Gugliotti, primo cittadino del piccolo comune di Castellaneta, già aspirante parlamentare per i berlusconiani, ha sconfitto il potente collega di Taranto, il dem Rinaldo Melucci. Anche in questo caso c’è la nitida regia di Emiliano, che con il primo cittadino tarantino ha avuto più frizioni nella gestione finale della vertenza Ilva. Su Gugliotti c’è stata la convergenza di voti emilianisti del capoluogo ionico e della città di Laterza, il cui primo cittadino Gianfranco Lopane è ufficialmente del Pd. Rilevante è stata poi la presenza sul territorio tarantino di Rocco De Franchi, consigliere per l’ambiente del presidente pugliese ed ex vicesindaco di Melucci, più volte in prima fila nelle manifestazioni pubbliche di Gugliotti. Anche sullo Ionio la somma di civismo, emilianismo e pezzi di centrodestra «rigenerati» ha formato una coalizione in grado di ribaltare i pronostici e vincere nettamente, creando anche una crisi politica a Taranto, con le dimissioni di Melucci da sindaco.

Solo a Brindisi la vittoria di Riccardo Rossi, sindaco del comune capoluogo, risulta ascrivibile a uno schema tradizionale con il centrosinistra, aperto a movimenti e istanze della sinistra identitaria, che sbaraglia il centrodestra. A Foggia, infine, vince il sindaco di Candela, Nicola Gatta, con i conservatori, ma determinante è stato l’appoggio dei consiglieri civici vicini all’assessore della giunta Emiliano, Leo Di Gioia. Nel consiglio provinciale della Bat, infine, ancora una volta i civici sono risultati decisivi per il pareggio finale in una provincia nella quale il centrodestra aveva uno storico radicamento: ai sei seggi delle destre si contrappongono i quattro del Pd e i due della lista con Puglia popolare e l’ex sindaco di Bisceglie Francesco Spina, espressione emilianista.

L’abilità di Emiliano nell’interpretare i percorsi oltre l’angusto perimetro del centrosinistra classico è una delle chiavi per leggere le grandi manovre in corso nella politica regionale, con un fronte progressista in difficoltà in tutta Italia, ma con ampie chance di vittoria in Puglia grazie a innesti «da destra». E il prossimo banco di prova per lo «schema Emiliano» sarà quello delle comunali di Bari dove, nonostante le resistenze del sindaco Antonio Decaro, sulla carta il centrosinistra ha confini tanto ampi da annoverare tra i suoi alleati anche gli ex berlusconiani Simone Di Cagno Abbrescia e Massimo Cassano.

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