Martedì 26 Marzo 2019 | 00:52

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Una «Walkiria» di alto livello

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Più di mezzo secolo fa il Petruzzelli ospitò la sua prima, e unica, Walkiria. Avvenimento, fuor di dubbio, episodico: nessuno allora avrebbe mai pensato, sia pure con scansione quadriennale, di proporre al pubblico barese l'intero Ring, come invece, opportunamente, ha pianificato la Fondazione Petruzzelli. Il tempo passato ha visto nell'ambito del teatro d’opera, tante cose nuove: innanzitutto la presenza del regista, «guardiano responsabile» dell'aspetto meramente teatrale, poi le innovazioni sceniche e la decisione di cantare le opere nella lingua originale. A conti fatti quindi, la «prima giornata» della Tetralogia può considerarsi così come è stata rappresentata una vera «prima», che allinea Bari ai grandi teatri del mondo. Purtroppo il tutto non è avvenuto al Petruzzelli, ma val la pena rilevare che la idea registica di Walter Pagliaro ha saputo determinare nello Spazio 7 della Fiera, un dimensionamento scenico che forse in teatro non sarebbe stato possibile e per di più non molto lontano dall'idea originale di Wagner. Riuscita l'idea del «percorso emozionale» dovuto all'interior design Floriana Catalano che ha accolto il pubblico.
I simbolismi colti nell'opera e concretati in un'idea di circolarità nel posizionamento dell'orchestra e del palco hanno conferito allo spettacolo un impatto visivo (opportunamente confortato da accorgimenti acustici rivelatisi efficaci), di grande presa.
Nella Walkiria prende l'avvio il «crepuscolo» – o meglio la caduta – degli Dei: l’aspetto umano (appartenente agli «eroi», pur generati da un dio, quale è Wotan) prende il sopravvento in netto contrasto con le ferree leggi che governano il mondo sovrannaturale. L'amore, il sacrificio, il dolore investono tutti i protagonisti principali da Siegmund a Sieglinde, da Wothan alla protagonista Brünnhilde, spingendoli a sofferte rinunce, a decisioni laceranti.
Una tensione costante, che la musica crea con incisiva potenza e che trova le sue punte più suggestive nei due momenti strumentali più noti, anche al di fuori della rappresentazione teatrale: la celeberrima Cavalcata che apre il terzo atto ed all'ispirato Incantesimo del fuoco" che conclude l'opera.
In realtà il «movimento» non è molto, ma Pagliaro – assecondato dallo scenografo e costumista Luigi Perego, creatore di una dimensione scenica ricca di felici intuizioni, arricchite dalle luci di Bruno Ciulli – ha saputo evitare al limite del possibile ogni staticità, assecondando il ritmo suggestivo della musica, ottenendo dagli interpreti una recitazione fremente, quanto spontanea, che rispecchiava pienamente lo spirito dei personaggi. E la parte musicale – affidata ancora una volta al generoso quanto competente temperamento del maestro Stefan Anton Reck – ha ripreso vita con decisa compattezza tutto il suo fascino ammaliante, grazie anche alla superba prestazione dell'orchestra della Provincia di Bari.
La compagnia di canto era stata assortita con accorta scelta ed i singoli interpreti hanno rivissuto i personaggi con sincera immersione nello spirito dei rispettivi ruoli. Densa di crescente passionalità la coppia degli «amanti maledetti», affidata a Christian Elsner e Anna Katharina Behnke (eccezionale il momento in cui riceve da Brünnhilde la spada); insinuante e dura Jessie Raven nel difficile ruolo di Fricka; cupo e amaro lo Hunding di Ethan Herschenfeld. Ed infine la coppia dei veri protagonisti. Esemplare la varietà di accenti con cui Ralf Lukas ha disegnato il travaglio di Wotan, al quale ha anche conferito una carica scenica di rilevante potenza; di contro Adrienne Dugger ha colto magnificamente lo spirito della vergine guerriera, cesellando con passione e sicura vocalità, il personaggio.
Movimentata e turbinosa scenicamente (le belle coreografie erano di Daniela Schiavone) e vocalmente varia e incisiva la prestazione delle valchirie: Sabina von Walther, Pia Marie Nilsson, Gundula Hintz, Yvonne Schiffelers, Stefanie Iranyi, Carolin Masur, Manuela Boni e le «nostre» Sara Allegretta e Maria Grazia Pani.
Pubblico numeroso ed entusiasta. Si replica domani, sempre alle 19.30.

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