Martedì 23 Ottobre 2018 | 02:41

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Rag-giro di Londra di un atleta barese

Maratona di Londra, bareseprende la scorciatoia e barasui tempi: il Times lo smaschera

Sabino Rinaldi a Londra

Se nel «Fumo di Londra» del mitico Albertone, l’italiano furbacchione veste i panni dell’antiquario Dante Fontana, per il Times il barese Sabino Rinaldi avrebbe barato alla maratona di Londra prendendo una «scorciatoia» di 16 Km.

Il 59enne barese, che per passione fa il runner e fa parte di una associazione sportivo dilettantistica di atletica, è riuscito a superare persino l’«italianità» del Checco Zalone di «Quo vado» dove il classico «dritto» pensa di spuntarla seguendo i «buoni consigli» della Prima Repubblica. Una italianità che un team di data journalist del tabloid britannico ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità usando un algoritmo che ha passato al setaccio i tempi dei circa 48mila corridori alla gara che si è svolta nella capitale del regno Unito il 22 aprile scorso. Il nome di Sabino Rinaldi è comparso fra i cinque furbacchioni che avrebbero tagliato una parte del percorso realizzando un tempo non coerente con il profilo non agonistico.

Analizzando il sito ufficiale della manifestazione, emerge un profilo atletico del barese di tutto rispetto: il maratoneta è riuscito a percorrere i primi 20 chilometri in due ore e un quarto, mentre i successivi 20 - quando la fatica avrebbe dovuto cominciare a farsi sentire - li ha «bruciati» in poco più di un’ora. Con un particolare: saltando alcune tappe intermedie e ricomparendo nella parte finale del percorso ufficiale.

Come si sa, ad ogni corridore viene collocato un chip che registra il passaggio a ogni punto di controllo. A conti fatti, il barese ha bruciato 40 chilometri in 3 ore 19 minuti, mantenendo una volecità media di 12,7 chilometri all’ora. Una vera e propria «freccia», una versione non da cartoni animati di Speedy Gonzales visto che nella seconda parte del percorso è riuscito a fare meglio del campione britannico di corsa destinatario di quattro medaglie d’oro.

Ma lui, l’«incriminato», non ci sta a passare per quei baresi che in qualsiasi parte del Globo si fanno riconoscere. Ha detto che non ha prestato attenzione all'orologio quando correva e che aveva partecipato «per divertirsi». Nel sito della manifestazione lo possiamo vedere mentre corre sul percorso «ufficiale», grondando sudore e macinando quel percorso sfidando il sole e i 24 gradi di temperatura che generalmente trasformano il corpo in una torcia. Perchè deviare, «smarrirsi» e poi ritorvare la strada maestra qualche chilometro prima del traguardo? Per prendersi la medaglia e aggiornare con il nuovo record il suo profilo di runner? Come lui altre 48mila persone erano lì per divertirsi. E la maedaglia se le sono meritata senza prendere scorciatoie.

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