Martedì 19 Marzo 2019 | 16:09

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Presidente, faccia chiarezza
sulle voci attorno al Bari

Giancaspro

Caro presidente Giancaspro, girano alcune domande nella tifoseria. Vere? Infondate? Eccole: i pagamenti del club sono in ordine? Gli adempimenti legati a stipendi e contributi sono stati onorati nei tempi previsti o c’è il rischio di un deferimento con eventuale penalizzazione? Dica ai tifosi, il capitale più importante della sua società, se possono dormire sonni tranquilli. Le ombre e i fantasmi continuano ad agitarsi, alimentano il vento dell’incertezza e del distacco alla vigilia della fase più importante del campionato. Il Bari (a -5 dal secondo posto) ha tutte le opportunità ancora aperte: lottare per la promozione diretta oppure disputare i playoff che, a questo punto, spetterebbero di diritto poiché la squadra è stata puntualmente tra le prime otto per oltre tre quarti di campionato. In fondo a tale cammino, potrebbe esserci la tanto sospirata promozione in serie A.

Lei lo ha ricordato nella festa biancorossa dei 110 anni del club: «Abbiamo creato le basi per un futuro splendido e siamo obbligati a crescere. D’ora in poi, dobbiamo solo guardare avanti senza voltarci indietro». E i baresi si sono accesi come le fanove d’inverno. Entusiasmo e passione perché se la Bari fa il salto di qualità, lo facciamo tutti. Un’opportunità da non perdere che va costantemente alimentata. La città intera si è sempre stretta attorno alla sua squadra, vista come elemento di aggregazione e di forte identità. La Bari può diventare lo strumento migliore di marketing territoriale.
Proprio per questo c’è bisogno di chiarezza, di qualcuno che dica le cose come stanno. E questo non può che essere lei. Scenda in campo, anche senza indossare la maglia. L’unità diventa forza, può fare la differenza nello sprint verso il traguardo da tagliare tutti insieme. Senza polemiche, veleni, mezze verità, incomprensioni.
Lo stadio San Nicola pieno mette i brividi a chi gioca in casa, lo costringe a impegnarsi di più, a non lasciare nulla al caso, a dare l’anima; ma rende anche timorosi gli avversari, crea ansie e paure che possono mandare in tilt qualunque avversario.
Le partite del calendario che ci aspettano rappresentano altrettanti grani di un rosario sportivo che non possono sfuggirci dalla mano.

Nessuno vuole alimentare la caccia alle streghe. Non è questo il senso dell’appello. Bari è la sesta tifoseria d’Italia (lo raccontano i dati), eppure sta stentando ad esprimere numeri all’altezza delle proprie potenzialità, sebbene la squadra stia disputando (cifre alla mano) un campionato complessivamente d’alto profilo. Non sarebbe giusto addossare a Grosso e ai suoi ragazzi il fardello del passato. Ma le sofferenze più o meno recenti (retrocessione, calcioscommesse, fallimento, ribaltoni societari) hanno lasciato cicatrici difficili da rimarginare: purtroppo, basta qualche risultato altalenante per creare pessimismo e disaffezione. Il numero di spettatori paganti è in calo. Per troppe volte ci siamo illusi di volare alto, salvo poi ritrovarci puntualmente con i piedi per terra. Se a questo aggiungiamo il muro di silenzio societario, che certo non crea consensi, c’è da preoccuparsi per le conseguenze. Internet è diventata la grande agorà dei nostri giorni e non si possono ignorare i 3milioni di pugliesi che quotidianamente utilizzano i social network e fanno opinione. Nel bene o nel male. Serve un dialogo. Sincero e costruttivo. Perché ora inizia la fase più delicata della stagione: occorre l’apporto di tutti per riprendere insieme quella dimensione che a Bari avvertiamo come naturale.

Caro presidente, parli. Le tocca come capitano della nave: c’è una burrasca all’orizzonte o il vascello biancorosso può attraversare le acque tranquillamente, concentrandosi solo sul calcio giocato? Oggi si può ancora creare quell’unione inossidabile tra squadra e città che renderebbe il sogno una concreta possibilità e non una chimera. Domani potrebbe essere troppo tardi.

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