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In Puglia e Basilicata

a bari

«Contro la guerra»
Foto di Vittoria vincono
concorso Anvcg

bimba siria

26 Marzo 2018

BARI - Sono stati realizzati da una studentessa 16enne di Castellana Grotte (Bari) le tre foto che hanno vinto il primo premio del concorso nazionale 'La vita è un capolavoro, la guerra un folle salto nel buio', indetto dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg). La vincitrice, Vittoria Laselva, ha realizzato tre scatti in cui ha ricostruito la storia di un bambina la cui casa viene bombardata: la piccola è davanti alla propria abitazione in macerie, prima in lacrime e poi con un tozzo di pane che Vittoria immagina le abbia dato un militare per aiutarla.

Questa mattina a Bari sono stati consegnati gli attestati anche agli studenti pugliesi che hanno partecipato al concorso ma non hanno vinto. Sono intervenuti, tra gli altri, il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, il direttore del dipartimento Ordigni non esplosi dell’Anvcg, Giovanni Lafirenze, e la vincitrice Laselva, studentessa dell’istituto Franco Anelli di Castellana Grotte, che è già stata premiata a Roma.
«Nel mio lavoro - ha detto ai giornalisti Laselva - vediamo prima una bambina che piange ma poi, con l’aiuto di un militare che le porta del cibo, tornerà a sorridere». «Dobbiamo vivere in pace - conclude la studentessa - non creando i presupposti di una guerra».

E la «pace è proprio il messaggio di questo concorso - ha sottolineato Lafirenze - e i ragazzi sono stati meravigliosi con i loro lavori, impensabili per la loro età: le foto della vincitrice - ha rilevato - sembrano fatte da un professionista».
«L'Università di Bari - ha evidenziato Uricchio - è sempre accanto alla società civile e in particolare ai movimenti che promuovono valori e cultura». «In particolar modo - ha proseguito - attraverso questa azione di disseminazione culturale nelle scuole come nelle università, abbiamo voluto promuovere un movimento forte per frenare l’uso delle bombe sui civili. Troppo spesso bombe e mine sono state utilizzate in contesti non bellici, e ancora oggi nei nostri territori abbiamo molti ordigni inesplosi che rischiano di provocare danni rilevanti. In molti casi questo è accaduto». Per Uricchio, dunque, occorre «promuovere una cultura dei valori che sappia imporsi alle generazioni del futuro, per questo deve essere forte l’impegno delle istituzioni culturali e accademiche promuovendo i valori della pace e del disarmo».

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