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L'aquila minore vola
nei cieli di Torre Guaceto

aquila

BRINDISI - L’avvicinarsi della primavera e, quindi, l’imminenza del momento della partenza dei migratori che hanno svernato in Riserva ha portato con sé una sorpresa: l'aquila minore ha scelto Torre Guaceto quale luogo ideale nel quale trascorrere il periodo più freddo. Durante il consueto monitoraggio delle specie, il biologo faunista dell’area protetta ha infatti avvistato tre esemplari volteggiare sulla zona umida. L’eccezionalità dell’evento è nel numero di esemplari presenti. Nel corso delle osservazioni precedenti, infatti, era stato possibile registrare l’arrivo sempre e solo di un unico esemplare. La presenza di tre aquile minori, mai avvistate prima, - si legge in una nota della Riserva - «attesta l'idoneità del sito allo svernamento della specie e fa presupporre che i soggetti che hanno frequentato la Riserva in passato, abbiano veicolato l’arrivo di nuovi simili nell’area protetta». «Non solo. Questo fa ipotizzare anche che, negli anni, - si legge nel comunicato - il numero di esemplari che sceglieranno Torre Guaceto possa aumentare ulteriormente, questo in ragione della disponibilità nell’area protetta di un mosaico ambientale idoneo all’ecologia della specie e alla disponibilità di prede».

L’aquila minore (Hieraaetus pennatus), è un’aquila di dimensioni medio-piccole, con apertura alare appena superiore al metro (110-140 centimetri) e peso corporeo che oscilla tra il mezzo chilo ed il chilogrammo. La livrea del suo piumaggio è assai variabile e può presentare una dominanza di bianco, di marrone o di nero. E’ un uccello migratore che negli ultimi anni ha esteso il proprio areale di svernamento alle nostre latitudini. Un tempo, infatti, la specie era molto più rara in Puglia rispetto ad oggi. Come osservato in contesti largamente popolati da questo volatile, l’aquila minore mostra una spiccata fedeltà al sito di svernamento quando questo si rivela idoneo al soddisfacimento delle sue esigenze, in primis alimentari.
Spesso si osserva quest’aquila nell’atto della caccia in coppia, il fenomeno si verifica soprattutto tra esemplari di grandi dimensioni. Nella caccia, infatti, questa specie adotta una singolare strategia che consiste nel lavoro «a due» e nella precisa suddivisione dei ruoli: un esemplare «scaccia» la preda volando a bassa quota e l’altro, sincronizzato col compagno, vola ad alta quota per raggiungere più agilmente la preda.

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