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Puglia, il piacere
è un cammino «slow»

Sui fianchi dell'antica romana via Appia. Si va lungo strade battute sterrati e sentieri, con qualche tratto di asfalto. Fioccano le iscrizioni come per Santiago

in cammino

di GIANLUIGI DE VITO

Santiago di Compostela, certo. Ma poi c’è la via Francigena. E la via della Transumanza. Il cammino di Assisi, la via Laueratana. La Rota Vicentina e la Via Cretese. E tornando in Italia, il Sentiero Spallanzani. Diciamolo: siamo un po’ tutti pazzi degli itinerari a piedi. E questo da quando il 2016 fu proclamato anno nazionale dei Cammini (+30% della via Francigena).

Il Sud e la Puglia strapazzati anch’essi dalla passione modaiola? Beh, sì. S’attrezza eccome la Puglia lenta che va su gambe. È in ritardo, certo, ma ora in gran recupero. Tanto che la cronaca ci porta a dover parlare dei «Cammini Federiciani». Anzi di un raggio barese del cammino: dal bizantino Castello di Gioia Del Colle ai boschi di Cassano, passando dalla federiciana Altamura, fino alla civiltà di pietra di Gravina. Settantacinque chilometri in quattro giorni dal 28 aprile al primo maggio, che lambiscono i castelli federiciani a memoria di strategie e bellezza, natura e ragione, sui fianchi dell'antica romana Via Appia.

Lo chiamano turismo slow. E c’è chi lo irrobustisce di altri aggettivi per amplificarne senso e valore: turismo sostenibile, culturale. Già. Fa chic? Sì. Ma soprattutto fa bene. Non è mai una sola la ragione di un fenomeno che spopola perché piace. E i motivi vanno indagati fino in fondo perché se è un turismo che destagionalizza è balsamo per l’intero comparto non è solo questo il beneficio.

Camminare è un lungo rito d'iniziazione, una palestra all’aria aperta, una filosofia dell'esistenza che purifica lo spirito e lo riconduce all'umiltà, scriveva David Le Breton nel primo e fortunato saggio che s’è imposto all’attenzione della letteratura internazionale.

Il rapporto tra il mondo a piedi e letteratura, religione, filosofia, antropologia, sociologia è sterminato quanto antico. E la riscoperta di questi legami ha contribuito molto a ridare smalto al piacere di perdersi, all’ebbrezza del trovarsi spiazzati in un mondo reso ipertrofico da una tecnologia che produce distanze e l’illusione della fuga da sé.

Se Honoré de Balzac nella «Teoria del camminare» ricorda come molti dei maestri del pensiero, da Socrate in poi «fanno nascere i pensieri camminando», la vocazione del perdersi e il fascino della sovranità del silenzio galleggiano nella nostra modernità. Perché camminare è abbandonare le maschere sociali, godersi il cielo stellato opra la testa. E lo sguardo senza ostruzioni verso il paesaggio umano, animale e naturale, diventa vitamina per l’anima.

Normale che il popolo dei viandanti ora smanetti su Internet alla ricerca di un altro modo di andare in vacanza o di trascorrere il week end.

E poi, ricordiamolo, non è mica un caso se la camminata lenta e meditata fosse considerata nettare per Nietzsche, Rousseau, Proust, Gandhi: senza la passeggiata filosofica non sarebbe mai nata una luce nuova nella notte del pensiero.

Mettere un piede dopo l’altro fa bene. D’accordo. Ci sono effetti positivi su ossa, muscoli, articolazioni, cuore, polmoni e difese immunitarie. «La camminata è il più grande farmaco salva-vita che si può prendere a tutte le età e a costo zero. È un gesto motorio connaturato all’uomo, che ha benefici su tutto l’organismo, regala una maggiore tonificazione e aiuta anche a perdere peso» dice l’olimpionico di Mosca 1980, Maurizio Damilano, due volte campione mondiale nella 20 km.

Ma mettere un piede dopo non è un gioco da bambini. Ed è per questo che la tentazione di abbracciare il mondo a piedi ha bisogno di precauzione. Ed è qui, nel l’organizzare, mediare, assistere, che gioca l’asso la mediazione turistica. Tutta da incoraggiare, se le proposte sono come quelle di fine aprile: «Quattro tappe nella Puglia imperiale che vedono l'Italia meta prediletta per i viaggiatori di tutto il mondo», dicono gli organizzatori di «Viaggiemiraggi».

Istruzioni per l’uso: «I percorsi sono adatti - dicono gli organizzatori - a tutte le persone a patto che siano abituate a camminare e non occorre un particolare allenamento. Sono benvenuti i bambini, ma di età non inferiore a 10 anni». Gli animali? Avanti tutta. E comunque tutti in fila dietro una guida, vietato fermarsi (soste programmate ogni due ore).

Si comincerà il 28 Aprile: Gioia - Cassano. Alle 9, raduno al Castello Normanno Svevo di Gioia. Alle 10, la partenza per Cassano. Distanza: 17 km. Tempo di percorrenza: 5 ore lungo strade ben battute e sentieri, con qualche tratto di asfalto. 29 aprile: Cassano Murge - Foresta di Mercadante. Distanza: 16 chilometri in 5 ore, lungo un percorso misto di sterrato e asfalto. 30 Aprile: Foresta di Mercadante - Altamura. Partenza alle 9. Distanza: 20 km in 6 ore lungo mulattiere, strade battute e sentieri, poco asfalto. 1 Maggio: Altamura - Gravina. Partenza sempre alle 9. In sei ore 23 chilometri lungo strade battute e sentieri, con qualche tratto di asfalto.

Sarà un successo? Vedremo. L’ottimismo trionfa. Un cammino dai grandi numeri è il miglior viatico alla stagione turistica. A patto che se ne accorgano amministratori e operatori, troppo schiacciati sulle rive consumistiche dei mari scontati ridotti a pollaio.

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