Martedì 21 Settembre 2021 | 06:42

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

bisceglie

«Contrada Sagina» diventa
bene culturale da salvare

«Contrada Sagina» diventa bene culturale da salvare

LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - È stata dimenticata per decenni tra gli ulivi e le cicorie selvatiche, in quella terra denominata da antica memoria «contrada Sagina». Ora sulla chiesetta rurale che, a circa 7 chilometri di distanza dall’agglomerato urbano di Bisceglie, accolse le spoglie ed il culto dei santi martiri Mauro vescovo, Sergio e Pantaleone, protettori di Bisceglie, si sono finalmente accesi i riflettori dello Stato mentre l’immobile stava per cedere definitivamente all’incuria e ai danneggiamenti dei vandali.

Con una lettera inviata il 27 febbraio dall’on. Elena Boschi in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al sindaco Vittorio Fata, si è comunicato che la chiesetta di Sagina è stata selezionata da un’apposita Commissione statale, come bene culturale da salvare. Il progetto di recupero, redatto dall’ufficio tecnico comunale e presentato a Roma dall’amministrazione civica, si è classificato tra i 271 da finanziare sulle oltre 140 mila richieste pervenute da tutta l’Italia.

Insomma nei prossimi giorni, per quella chiesetta che ormai non ricordava quasi più nessuno, sarà sottoscritta la relativa convenzione nell’ambito dell’iniziativa ministeriale “Bellezz@ - Recuperiamo i Beni Culturali dimenticati”, attraverso i lavori di ristrutturazione e l’attività di valorizzazione religiosa e turistica. A cominciare dai cartelli segnaletici di cui vi è penuria. La chiesa di Sagina è formata una stanza seminterrata a forma rettangolare con volta a botte alla quale è annesso un altro piccolo vano con un altarino. Nei pressi vi è anche una torre medievale superstite di un casale.

Ma è la pagina religiosa a contraddistinguere questo luogo: qui nel 1167, come scrisse il vescovo Amando nella sua “cronaca”, avvenne il rinvenimento delle “ossa dei tre Santi”, che a seguito di una rocambolesca traslazione, oggi riposano in un’urna d’argento venerata nella cripta della Cattedrale di Bisceglie. Il ritrovamento (detto “Invenzione”) fu fatto tra i ruderi della villa della pia donna Tecla de Fabiis. Su quei ruderi fu eretta nel 1708 l’attuale chiesetta poi dedicata ai tre santi, come fu inciso su una lapide marmorea. Per molti anni l’immobile è stato censito come proprietà dell’ex Ipab “principessa Jolanda” e poi acquisita con fondi del Comune di Bisceglie. Il progetto prevede anche la realizzazione di un’indagine archeologica nella zona circostante. L’auspicio è che i tempi di inizio dei lavori di restauro siano effettivamente brevi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie