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Al Bano: «Mi ritiro, forse»

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Al Bano: «Mi ritiro, forse»

di Ugo Sbisa’

Diciamo la verità, poter vantare la stima e l’amicizia di un personaggio come lo “zar” Vladimir Putin non è da tutti e, per molti versi, vale molto, ma molto di più che una vittoria al Festival di Sanremo. E, almeno in Italia, l’unico artista che può farsene vanto è lui, Al Bano Carrisi da Cellino San Marco, in provincia di Brindisi.

A settantaquattro anni e dopo una vita «Di rose e di spine» – per citare il titolo del suo ultimo album – il cantante pugliese ha riservato ai suoi fan l’ultima clamorosa sorpresa, per molti versi inaspettata, l’annuncio del ritiro dalla scene; non però immediatamente, ma a fine del 2018, secondo una prassi abbastanza consolidata nel mondo del pop, dove i “final tour” sono all’ordine del giorno – si pensi a quello, lunghissimo, che ha preceduto lo scioglimento dei Pooh – e ricordano, a modo loro, la celebre invocazione di Sant’Agostino: «Signore, rendimi casto, ma non subito…».

Con ogni buona probabilità, a spingere Al Bano verso questa decisione sono stati anche due campanelli d’allarme, prima l’intervento al cuore e poi l’attacco ischemico, susseguitisi nell’arco di poco tempo dopo ben cinquantatrè anni di carriera nei quali il Nostro non si è mai voluto risparmiare, confidando su una voce che non è esagerato definire un “dono della natura” e su un temperamento genuino e generoso proprio come i vini che produce nella sua tenuta di Curtipitrizzi.

«Ormai vendo più vini che dischi» ha ammesso il cantante, ma il dettaglio – che pure avrebbe un certo peso per chiunque – nel suo caso è tutt’altro che preoccupante, se si considera che la vita lo ha messo più volte alla prova, anche duramente – si pensi alla tragica fine della figlia Ylenia, scomparsa nel mistero – senza però mai riuscire a piegarlo.

Che piaccia o no, in un mondo musicale dai mille volti, Al Bano continua tutt’oggi a rappresentare una tradizione aurea fatta di melodia, di musicalità, di approcci tenorili alla Claudio Villa, che senza di lui sarebbe caduta da lunga pezza nel dimenticatoio.

Una tradizione che ha sempre impersonato e difeso con orgoglio tutte le volte che non ha temuto di confrontarsi con colleghi molto più giovani e con stili ben più moderni ai vari Festival di Sanremo.

Al netto della vittoria, l’unica, del 1984, quando conquistò il primo posto cantando “Ci sarà” insieme con Romina Power, il palco dell’Ariston lo ha ospitato in altre quattordici edizioni, portandolo sul podio cinque volte: secondo nel 1982 con “Felicità” e nel 2007 con “Nel perdono”, e terzo nel 1987 e nel 1989 rispettivamente con “Nostalgia Canaglia” e “Cara Terra mia”, sempre in coppia con Romina e poi da solo nel 2011 con “Amanda è libera”.

Una vita intensa che avrebbe potuto ben essere sintetizzata dal verso ariostesco «la donne, i cavalier, l’armi e gli amori» per la capacità che Al Bano ha sempre dimostrato di non tirarsi mai indietro davanti a nessuna sfida, come ha dimostrato, ad esempio, arrivando persino a portare in tribunale il divo Michael Jackson con un’accusa di plagio o ricreando un clamoroso sodalizio artistico con Romina Power, quella compagna nell’arte e nella vita dalla quale si separò clamorosamente nel 1999 – dal 2001 è legato sentimentalmente a Loredana Lecciso - per poi riunirsi artisticamente nel 2013 in occasione di una “tre giorni” moscovita seguita da numerosi concerti e anche da una partecipazione a Sanremo.

Fa sempre notizia, Al Bano, ma la sua non è una strategia di marketing, di autopromozione: è piuttosto un modo di affrontare l’esistenza sapendola prendere anche di petto (un Do di petto?) quando è necessario, con la determinazione, la caparbietà che sono tipiche della gente di Puglia, indomita e concreta anche davanti alle sfide più audaci.

Sparirà dalle scene Al Bano? Certamente no: troverà altri fronti sui quali impegnare le proprie energie e il proprio cuore generoso, dalla cura dei suoi vigneti, alla promozione artistica, turistica e gastronomica della terra che gli ha dato i natali e alla quale è sempre rimasto legato. L’addio alle scene è stato annunciato per la fine del 2018: gli manca ancora un anno e le sorprese non mancheranno.

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