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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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La musica dei lager a Barletta
l'anteprima del film su Lotoro

La musica dei lager a Barletta l'anteprima del film su Lotoro

Domani, giovedì 19 gennaio, alle ore 20, anteprima mondiale alla Multisala Paolillo, a Barletta, con il patrocinio del Comune ( coordinerà la serata il giornalista Rai Attilio Romita). C’è un uomo che da 30 anni, da solo, cocciutamente, si dedica a una missione di portata universale: cercare, rintracciare, archiviare ed eseguire la musica composta nei campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale. È un barlettano, il suo nome è Francesco Lotoro. La sua appassionata ricerca è ora un film, Maestro, un viaggio nel tempo, per combattere l’oblio e conservare la memoria degli uomini e delle donne che con la loro musica hanno saputo opporsi all’annientamento.

il film Arriva nelle sale italiane in occasione del Giorno della Memoria il racconto di una storia vera e straordinaria. È la storia raccontata in Maestro, il film documentario di Alexandre Valenti, una co-produzione tra Italia e Francia in uscita da Lunedì 23 gennaio con Istituto Luce-Cinecittà e dedicato alla figura e all’impresa di Francesco Lotoro, 52enne pianista di Barletta che da oltre un quarto di secolo ricerca, raccoglie, trascrive ed esegue in concerto le musiche composte dai deportati nei Campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale o più esattamente dall’apertura del primo Lager (1933) alla chiusura dell’ultimo Gulag staliniano (1953).

il repertorio Un repertorio enorme, un mondo musicale in grado di rivoluzionare la storia stessa della musicologia, nonostante le condizioni disumane in cui ha preso forma, creato da donne e uomini, artisti delle più diverse origini. Melodie, canzoni, sinfonie, concerti, creati da ebrei, Rom, prigionieri politici, soldati e ufficiali francesi, russi, polacchi, olandesi, belgi, inglesi, italiani, e perfino militari americani bianchi e neri con i loro ritmi blues; musicisti che componevano mentre il mondo intorno a loro era una prigione e che per la maggior parte non ne tornarono vivi.

8.000 spartiti Un repertorio internazionale, enciclopedico, di cui Lotoro ha fino a oggi raccolto 8.000 spartiti, riportando in vita melodie composte come atto creativo per cantare la vita in quelle fabbriche di morte, e facendole eseguire dal vivo in teatri e sale concerti del mondo, da Roma e Milano a New York e Los Angeles, a Dachau e Bruxelles, a Tel Aviv e tante altre città (talora con la sua Orchestra Musica Concentrationaria), in appuntamenti in cui, per usare un’espressione del musicista barlettano, queste musiche ‘vengono finalmente liberate’.

Maestro mostra la ‘caccia’ di Lotoro a manoscritti e spartiti che con la fine della guerra sono andati dispersi, abbandonati, forse volutamente dimenticati, in soffitte e cantine polverose. Sono documenti a volte straordinari, musica scritta su qualsiasi mezzo di fortuna: sacchi di iuta, carta igienica, ritagli di stoffa o magari impressa solo nella memoria dei sopravvissuti e lì caparbiamente custodita. Lotoro ne cerca le tracce presso i sopravvissuti e i loro discendenti, da Barletta ad Auschwitz, Praga, Berlino, Rio de Janeiro, Londra, Parigi, Gerusalemme, da un mercato delle pulci a una soffitta, a un museo agli archivi dei Campi.

la ricerca Una ricerca avvincente ma contro cui lotta il Tempo: ogni mese, un altro sopravvissuto muore, e con lui un pezzo di musica scompare per sempre. Ma basta un nome, una città, un numero di matricola, un frammento di un pentagramma per dare inizio a una nuova caccia. Per sostenere l’impresa utopica, ma enormemente concreta del musicista, la cui casa a Barletta è invasa di copie di spartiti, microfilm, documenti, è stato altresì creato a Roma il progetto Last Musik, onlus registrata presso il Governo italiano che si rivolge a istituzioni, fondazioni e privati per sostenere i viaggi di Lotoro e permettere la nascita del Thesaurus Musicae Concentrationariae, prima grande enciclopedia di musica concentrazionaria in 12 volumi, 2 DVD e in 4 lingue che Lotoro sta scrivendo e che sarà pubblicata nel 2022.

la fondazione A Barletta ha sede la Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria, creata da Lotoro, sua moglie Grazia Tiritiello, il maestro Paolo Candido e i più stretti collaboratori allo scopo di tutelare l’immenso patrimonio cartaceo, fonografico e videografico recuperato in 30 anni; tra i fondatori, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che ha destinato alla Fondazione il Polo Nazionale della Musica Ebraica.

Occorreva tuttavia fare di più, dare a questa incredibile letteratura musicale una biblioteca, un museo, un Campus, un teatro, una libreria; grazie al bando governativo di riqualificazione delle aree urbane e al sostegno dell’amministrazione comunale, su un’area di 8.000 metri quadri presso la ex distilleria di Barletta sorgerà la Cittadella della Musica Concentrazionaria, progetto disegnato dall’architetto Nicolangelo Dibitonto. Maestro inizia il suo viaggio nelle sale italiane con un’uscita evento, in oltre 80 sale, Lunedì 23 gennaio, per poi avviare un progetto rivolto alle scuole con matinée e incontri da Venerdì 27 gennaio, Giorno della Memoria, mentre una prima internazionale, alla presenza di Lotoro, si terrà il 24 gennaio a Parigi, nella sede Unesco del World Heritage Centre. Maestro è una co-produzione Italia-Francia, prodotta dalle italiane DocLab (premiata tra gli altri con il Leone d’Oro di ‘Sacro GRA’) e Intergea, e dalle francesi Intuition Films & Docs e Les Bons Clients, e si avvale dell’alto patrocinio dell’UNESCO e la collaborazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche. Il film viene distribuito in Italia da Istituto Luce-Cinecittà e per l’estero dalla Zed.

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