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il 20 gennaio

Parenti-serpenti, in scena
con Lello Arena a Francavilla

Parenti-serpenti, in scena con Lello Arena a Francavilla

di Lorenzo Ruggiero

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città.

Ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà accettando i fallimenti e imparando a difendere il proprio orticello mal coltivato, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato e risolto.

All’improvviso però, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia. A chi toccherà? Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento.

È, in sintesi, la trama di «Parenti Serpenti», la commedia con Lello Arena, scritta da Carmine Amoroso, per la regia di Luciano Melchionna e ispirata all’omonimo film di Monicelli.

Tra gli interpreti ci sono anche con Giorgia Trasselli, Raffaele Ausiello, Andrea De Goyzueta, Carla Ferraro, Autilia Ranieri, Annarita Vitolo, Fabrizio Vona.

L’opera sarà rappresentata il 20 gennaio, nel teatro «Italia», per la stagione di prosa 2016-2017 proposta dal Comune e dal Teatro Pubblico Pugliese.

Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia.

«Ciò - ha scritto Luciano Melchionna in Internet - mi ha spronato ad affrontare questo testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza, magari scoprendo – per contrasto – la possibilità di una maggior coerenza nei rapporti e negli affetti, così da ricordarsi le meravigliose responsabilità che un cordone ombelicale come quello tra genitori e figli impone. Viviamo - continua Melchionna - in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti?».

In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia si passa dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco, e a tratti surreale, dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che – sono assai diffusi al giorno d’oggi – da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.

«Le buone commedie come “Parenti Serpenti” - ha dichiarato Lello Arena in un’intervista in Internet - sono molto divertenti, ma rispettano lo spettatore cioè: lo obbligano e lo invitano a partecipare a un ragionamento. Alla fine della serata quando esci dal teatro, ci si sente molto bene perché si è stati trattati come persone consapevoli e intelligenti, questo è il segreto della grande commedia all’italiana. Quello che abbiamo fatto noi, insieme a Luciano Melchionna è riportare “Parenti Serpenti” alla sua dimensione teatrale, dove la magia del teatro consente agli spettatori di entrare nelle storie di questa famiglia, di conoscerne i componenti, di accedere a storie che qualche volta ci somigliano da vicino, ma anche quando non ci somigliano sono molto divertenti da sbirciare e spiare».

In effetti, questa commedia è stata apprezzata non solo dal pubblico, ma anche dalla critica, ricevendo diversi riconoscimenti.

Tra questi il premio Camera di Commercio delle Riviere di Liguria 2017, il riconoscimento che ogni anno, dal 2010, viene assegnato allo spettacolo del Festival di Borgio Verezzi che si sia distinto particolarmente, coniugando la qualità dell’allestimento e della recitazione al gradimento del pubblico e dimostrando la capacità di catalizzare l’interesse dei media per il nostro territorio, in quel felice connubio tra cultura e turismo che da anni contraddistingue la manifestazione.

Questa la motivazione: «Portato in scena da una compagnia in stato di grazia e con soluzioni registiche che hanno felicemente coinvolto l’intera piazza Sant’Agostino, sempre in bilico tra sorriso e commozione, l’amara e divertente commedia ha molto ben interpretato lo spirito dell’edizione del Cinquantenario del Festival, espresso nella battuta pronunciata da Lello Arena: non c’è niente di male a far ridere la gente, le risate e le lacrime sono emozioni».

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