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L'allegria delle Propagini
dà il via al Carnevale

carnevale di Putignano Propagini

di PALMINA NARDELLI

PUTIGNANO - Hanno bissato il successo dell’anno scorso, ieri sera, gli attori de «A cumpagnèie d’i uagnoun» (La comitiva dei ragazzi), decretata vincitrice della Festa delle Propaggini. La gara di lazzi e satira sui politici e i personaggi in vista di Putignano ha attirato migliaia di spettatori in piazza Plebiscito. E alla fine è stata incoronata la compagine che vanta il giovanissimo attore, anzi mascotte, Samuele Calicchio, di 9 anni.
Il 26 dicembre di ogni anno, la magia del Natale, a Putignano, ormai da secoli, sfocia direttamente nell’atmosfera profana della tradizionale «Festa delle Propaggini», per dare inizio, nel giorno di Santo Stefano, Protettore della città, al Carnevale più lungo d’Europa.

Quello delle Propaggini è ormai, a tutti gli effetti, un rito che mantiene ancora la sua forte impronta contadina, riuscendo a conservare ancora, all’interno di un’atmosfera mitica e leggendaria, un input speciale, che segna l’avvio della ben nota manifestazione carnascialesca risalente al 1394, e che nel 2017 tocca il traguardo della 623esima edizione.
Si fa risalire a quell’anno, infatti, la traslazione delle reliquie del Santo da Monopoli a Putignano per preservarle dalle scorribande dei saraceni. L’insolito corteo, secondo la leggenda, fu avvistato da contadini intenti a sistemare le vigne nei campi, che vollero accompagnare, fra suoni e canti vari, le reliquie del Santo, conservate ancora oggi nella chiesa di Santa Maria la Greca.

Così, fra satira e poesie in dialetto, nel segno del gesto di «chiandà u ceppòne» o piantare la vite, ha avuto luogo anche ieri, dalle 16, la «Festa delle Propaggini 2016» con la regia di Gianpaolo Loperfido, presidente della Fondazione di Carnevale. Festa preceduta, durante la mattinata, dal rito sacro della processione di Santo Stefano, durante la quale si è tenuto il rituale scambio del cero fra chi istituzionalmente rappresenta il Carnevale e chi governa la festa sacra, ovvero Carmine Console, presidente del Comitato Festa patronale.

In una piazza Plebiscito gremitissima ha preso il via la lunga maratona in dialetto. Una sfida all’ultima rima, tra le voci della tradizione, che ha coinvolto sette gruppi di «propagginanti», poeti naif travestiti da contadini, che tra allusioni divertenti e satira graffiante hanno analizzato, con rime irriverenti, le azioni e gli atteggiamenti degli amministratori, dell’èlite dirigenziale e di personaggi noti della scena locale. L’evento è stato presentato da Pina Laera, affiancata da Claudia Console. Sono 7 i gruppi che, aderendo al bando della Fondazione, si sono esibiti sul grande palco. Ciascuno, in soli 20 minuti, ha dato voce al proprio dissenso, strappando il più possibile risate di consenso, per conquistare l’ambìta prima posizione. I 7 gruppi concorrenti erano: Trio-Gesimo, Gruppo D’Elia, Giugno ‘87, Cem cemderap i ciuquere (Cime, cime di rape e cicorie), A cumpagnèie d’i uagnoun (La comitiva dei ragazzi, vincitrice), La Zizzania e I Spatriat (i senza luogo). Quest’ultimo gruppo e Trio-Gesimo le new entry. Le sfilate dei carri si terranno il 12, 19, 26 e 28 febbraio.

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