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A Nardò l'eccellenza
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la pista di Nardò

NARDO' (LECCE) - Per i tecnici e i collaudatori Porsche impegnati sulla piste del Technical Center di Nardò - il centro prove di eccellenza nel sud d’Italia, ora di proprietà della Casa di Stoccarda - le vacanze di Natale si concretizzano in qualche addobbo nei locali comuni e in un bell'albero coperto di luci all’ingresso dell’impianto. A Nardò si lavora, infatti, 24 ore su 24 e 7 giorni alla settimana, perché il costante collaudo dei modelli di produzione e di quelli che entreranno in produzione nei prossimi anni è un elemento 'centrale' per raggiungere la qualità delle prestazioni che una Porsche è capace di offrire. Ogni modello all’interno di ogni singola linea di prodotto viene, in questo ambito, progettato per raggiungere un equilibrio ottimale tra prestazioni e confort, una prerogativa che viene messa a punto e ottimizzata sulla pista di velocità e sul circuito di handling, oltre che in altre aree in cui si effettuano test e sperimentazioni specifiche.

Concettualmente i telai Porsche si basano su tre pilastri: le caratteristiche generali del veicolo (passo, carreggiate, massa e distribuzioni del pesi), gli elementi meccanici del telaio (assali, freni e ruote) e i sistemi 'meccatronicì - cioè controllati dall’elettronica - come il dispositivo di stabilizzazione (PSM), la sterzatura delle ruote posteriori, il sistema di controllo (PASM) e di stabilizzazione antirollio attivo (PDCC). Mentre il primo di questi 'tre pilastrì viene sviluppato sostanzialmente nei centri di progettazione dell’azienda, sulla pista di Nardò il continuo ed accurato lavoro dei collaudatori - che si confrontano in tempo reale con i tecnici e i progettisti, grazie al determinante contributo della telemetria e delle connessioni via web - ogni 'vocè che fa parte degli altri due pilastri viene analizzata e valutata in tutti gli aspetti e in tutte le sue interazioni, per arrivare a quell'equilibrio tra prestazioni assolute, sicurezza, piacere di guida e confort che caratterizza ogni modello Porsche.
Nei brevi intervalli tra una sessione di test e l’altra, a Nardò gli specialisti tedeschi svelano che il segreto delle coupé, ma anche delle berline e dei suv, con la cavallina rampante (simbolo della città di Stoccarda) sul cofano sta nella doppia anima del telaio che è sportivo ma confortevole per i lunghi viaggi e che diventa 'eccezionalmentè sportivo per guidare in pista. Una dualità che è resa possibile proprio da uno dei principali sistemi meccatronici,il PASM. Regolato sulla posizione 'normalè fornisce la configurazione di base degli ammortizzatori - confortevoli anche nei lunghi viaggi autostradali - e passa a una modalità più sportiva se il veicolo è guidato in modo più dinamico, con ammortizzatori più 'durì che limitano i movimenti del corpo vettura e rendono più facile abbassare i tempi sul giro nelle piste. Va ricordato che il PASM reagisce da solo e in tempi impercettibili ai cambiamenti dinamici durante la guida, come può accadre ad esempio durante una manovra improvvisa per evitare un ostacolo. Altro elemento di eccellenza delle Porsche che deve ai collaudi h24 a Nardò buona parte delle sue qualità è lo sterzo elettromeccanico.

Nell’attuale generazione delle 911, è stato introdotto un sistema completamente nuovo che supera tutti i sistemi disponibili sul mercato fino ad oggi in termini di potenza e precisione. All’interno del sistema, un sensore identifica con precisione la forza applicata sulla cremagliera e sul pignone in modo da far variare la coppia di sterzo in modo ottimale in ogni situazione di guida e con il migliore contatto con la superficie stradale. Tutte le 911 e le Panamera sono dotate (o lo possono essere a richiesta) anche di sterzatura attiva sull'asse posteriore. Questa soluzione rende l’auto molto più agile nelle curve strette, più facile da guidare in città ma anche più stabile nei cambi di corsia ad alta velocità. Una Porsche 911 con asse posteriore sterzante - ad esempio - può fare una inversione di marcia in uno spazio di soli 10,7 metri, il valore di un’auto compatta. (di Andrea Silvuni, ANSA)

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