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Giovinazzo, a settembre
la «Scuola di decrescita»

Nello de Padova

di RITA SCHENA

BARI - «Nei nostri paesi più piccoli, l'economia della condivisione, la produzione autonoma di beni di prima necessità, la loro trasformazione, l'evitare lo spreco è ancora uno stile di vita portato avanti, ecco perché quando si parla di “decrescita”, di una economia del risparmio le risposte sono di assoluta sufficienza». Nello De Padova di Casamassima, consulente di organizzazioni pubbliche e private per l'innovazione tecnologica e di processo, tra i soci fondatori della sezione di Bari del «Movimento della Decrescita Felice», spiega quello che potrebbe sembrare un paradosso: certi concetti stentano a decollare nel nostro territorio perché in realtà è vita quotidiana.
«Nei piccoli centri meridionali si fanno ancora le conserve in casa, si consuma ciò che si produce in loco, tra familiari ci si scambia i vestiti per i bambini, ma è un sistema economico che si fa quasi di nascosto, come se ci si vergognasse, perché si punta più al comprare come modello di benessere sociale, rispondendo a clichè di cultura industriale che invece nelle grandi città settentrionali si stanno invertendo».
Riutilizzare abiti smessi da altri, comprare meno, produrre da sé, condividere, sono le basi portanti di una filosofia di vita che punta al risparmio, che potrebbe sembrare molto utile in un periodo di crisi economica, ma che in una società come quella meridionale tradizionalmente povera non appare «di moda».

«Da noi vale molto di più il concetto “compro dunque sono” - sottolinea De Padova – certo qualcosa si sta muovendo, ma si tratta di piccoli gruppi. Rispetto al resto d'Italia ci manca l'appoggio che può arrivare da amministratori locali, come invece accade nel Nord, o anche semplicemente la costanza dei singoli di sposare scelte che ti dovrebbero cambiare la vita».

De Padova sta organizzando per settembre a Giovinazzo la «seconda edizione pugliese della Scuola estiva della Decrescita» presso la Casa Fra' Camillo Campanella del seminario dei frati Cappuccini. Dal 7 all'11 quattro giorni interi dedicati a comprendere ed affrontare cosa sono le economie sostenibili. Tra i temi: i sistemi di scambio e di credito di tipo mutuale senza denaro, le difficoltà delle reti dell'economia sostenibile nel sud Italia. 

«La nostra è una scuola particolare – sottolinea De Padova – chi partecipa è invitato a rimanere per quattro giorni insieme a noi, a sentire e condividere percorsi in un clima di massima convivialità. Puntiamo a coinvolgere piccoli numeri, “germi” che possano dar frutti nel tempo. Anche la sede della scuola ha un significato: nel 2011 ho conosciuto frate Antonio Imperato che ha subito creduto nel progetto, tanto da metterci a disposizione la struttura, nel 2013 per la prima edizione della scuola e nuovamente quest'anno. Ecco, diciamo, che il modello francescano è per noi uno stile di vita che sentiamo molto nostro».

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