Martedì 28 Settembre 2021 | 12:24

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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TRINITA' VENOSA

POTENZA - Dal monumento, dalla Storia, ai giorni nostri: ciò che si vede è la carità all’opera, contro la "cultura dello scarto», ma dietro - e si può scoprirli - ci sono mille anni di presenza e di testimonianza.
Racconta tutto questo, in una veste grafica eccellente, «il Blu e il Rosso nel Mediterraneo colori di un millennio. Dalla Trinità di Venosa alla Trinità di Metaponto e Bernalda», di Francesco Di Tria e Angelo Cipollone (Aga Arti Grafiche Alberobello, due volumi, in totale 834 pagine). Sulla copertina una foto (tante delle immagini interne, di alta qualità, si devono al talento fotografico di Franco Deramo) mostra la croce musiva dell’Ordine della Santissima Trinità: blu e rosso in campo dorato. E’ il «sigillo della storia millenaria che lega Venosa a Metaponto e Bernalda» e si trova ai piedi della statua del Cristo benedicente nella domus di Bernalda: vi sono custoditi gli atti fondativi della struttura di Bernalda, che rappresenta appunto il traguardo finale del viaggio che parte da Venosa.
Un viaggio attraverso che cosa? «Un viaggio dello spirito, scandito da fatti di storia». Di Tria, medico, e padre Cipollone, religioso trinitario, hanno lavorato a lungo per dare forma a due volumi che meritano un posto d’onore in qualsiasi biblioteca. Il sommario basta da solo a farsi un’idea della complessità del periodo storico trattato: si parte dall’antica Metaponto e dall’altrettanto antica Venosa, per passare ai "cristiani e barbari padri d’Europa», al Mezzogiorno tra oriente e occidente, ai «Benedettini e Normanni riformatori d’Europa», al ruolo dell’Ordine della Trinità, a Federico secondo, Manfredi, gli Angiò, i re d’Aragona. Finalmente si arriva ai giorni nostri: l’opera di carità che si svolge a Venosa a vantaggio di tante persone diversamente abili si amplia, si duplica a Bernalda, sempre «con l’uso delle più avanzate tecniche mediche», come è scritto nel decreto firmato il 4 luglio 2001 dall’allora arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Salvatore Ligorio, per l’erezione dell’oratorio, dedicato alla Santissima Trinità. Completano l’opera apparati estesissimi, una enorme bibliografia, la riproduzione di preziosi documenti. I due volumi - ha scritto Deramo - parlano di «un patrimonio immenso. Una ricchezza diffusa». Spiegare tale ricchezza, portarla alla portata di tutti «è stata la motivazione vera, profonda, che ha dato il via a questo libro».

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