Mercoledì 22 Settembre 2021 | 20:33

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

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a molfetta

Baby tartaruga salvata
grazie all'allarme
dato dai bagnanti

tartarughina

di LUCREZIA D'AMBROSIO

MOLFETTA - È stata operata nel corso della mattinata di ieri e, salvo complicanze, potrà presto tornare in mare, la piccola tartaruga recuperata dagli uomini della Guardia costiera di Molfetta in località Cappella, lungo il litorale di Giovinazzo. È l’esemplare più piccolo recuperato dall’inizio dell’anno a oggi. Poco più di 17 centimetri di lunghezza, aveva ingerito un amo lungo tre centimetri, e, se non fosse stata soccorsa, sarebbe riuscita a resistere davvero poco. La posizione dell’amo, nella parte superiore dell’esofago, non le consentiva di alimentarsi.
Ad accorgersi della sua presenza, nel tardo pomeriggio di lunedì, alcuni bagnanti che hanno chiesto l’intervento della Guardia costiera. Grazie anche alla collaborazione di alcuni pescatori sportivi, la Caretta Caretta è stata portata sulla terraferma e sottoposta ad un primo controllo da Gaetano Dell’Aquila, medico veterinario della Asl, nel frattempo intervenuto, che ha ritenuto necessario fosse consegnata a Pasquale Salvemini, responsabile del Centro tartarughe di Molfetta, per l’immediato trasferimento al dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Bari.

Detto fatto. Prima che il sole tramontasse, la caretta caretta è stata sottoposta a radiografia, ad analisi specifiche e, ieri mattina, il professor Antonio Di Bello l’ha operata per estrarle l’amo. Ora l’attende un periodo di convalescenza. Poi riprenderà il largo. Con quella recuperata l’altro ieri sono 155 le tartarughe spiaggiate e ricoverate per essere curate prima di tornare in libertà. Sempre più numerose quelle che sono state ritrovate morte, lungo il litorale.
Diverse le ipotesi allo studio per comprendere la presenza così «importante» di tartarughe: mare più caldo, fondali sabbiosi e meno profondi rispetto ad altre aree della Puglia, la ricchezza di crostacei (le analisi hanno mostrato come le tartarughe recuperate si siano nutrite di meduse, cicale e conchiglie).

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