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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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«Profugopoli»
quegli affari
della coop leccese

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Esce oggi in libreria «Profugopoli» di Mario Giordano (pagg. 156, euro 17,50), una documentata denuncia di «quelli che si riempiono le tasche con il business degli immigrati». Ne anticipiamo uno stralcio su un caso pugliese

Mario giordano

Continua a gestire regolarmente profughi anche l’Integra di Lecce, nonostante le «gravi inadempienze» che le vengono imputate. La cooperativa, molto attiva in tutta Italia, è stata fondata nel Salento da una italo-albanese, Klodiana Çuka: sbarcata sulle nostre coste nel 1992, Klodiana ha cominciato come collaboratrice domestica, poi è stata traduttrice e mediatrice culturale. Di qui l’idea di fare sul serio: la coop, nata nel 2003, dal 2013 è regolarmente iscritta al registro delle imprese, e oggi ha 42 addetti, con sedi a Roma, Milano, Taranto e Avezzano. Nel 2014 si è aggiudicata i progetti di accoglienza gestiti dalla città di Lecce e di alcuni altri Comuni pugliesi. Nel frattempo è scoppiata la grande emergenza e allora ci si è buttata a capofitto, decidendo di giocare anche in trasferta. Ha vinto appalti a Lodi, ha lavorato in convenzione con la Prefettura di Pavia. E soprattutto è sbarcata a Milano, dove nel corso del 2014 ha ottenuto contratti per un totale di 752.766 euro. Una bella impresa per chi aveva cominciato come collaboratrice domestica.

Ma in realtà dalle parti di Integra non tutto fila liscio. Al di là delle belle parole con cui la cooperativa si presenta nei suoi documenti ufficiali («sensibilità verso il mondo della migrazione», «creare e implementare una società multietnica e multiculturale», «associazione trasversale guidata dal motto: unire senza fondere, distinguere senza dividere, rimanendo uniti nelle diversità»), la gestione del centro di via Quintiliano a Milano non brilla per efficienza. Tanto che nel febbraio 2015 la Prefettura compie un blitz e lo chiude temporaneamente per «gravi inadempienze», costringendo a trovare un’altra collocazione ai profughi che là dentro erano stipati all’inverosimile, in locali all’apparenza piuttosto devastati. «Sono cose che possono succedere» ha commentato con una certa noncuranza la responsabile Klodiana Çuka. In effetti: cose che possono succedere.

Nel novembre 2015 Safwat Bakhit, presidente della Chiesa copta evangelica egiziana della Lombardia, dalle colonne di «Repubblica» denuncia: «Dall’estate del 2014 diamo ospitalità a 92 persone per conto di Integra, ma sono otto mesi che la coop non ci paga». L’associazione di Lecce, infatti, aveva siglato un accordo con la Chiesa copta: quest’ultima si era accollata interamente la gestione dei profughi, Integra avrebbe dovuto girarle 20 dei 35 euro incassati dalla Prefettura per ognuno. Invece, niente.

«Hanno abbandonato qui quelle persone, incassano i soldi dallo Stato e non ci pagano» accusa Bakhit. «Si approfittano di noi perché siamo una chiesa e non lasciamo i rifugiati in mezzo alla strada». Avete capito il meccanismo furbetto? Prima Integra ottiene i profughi dalla Prefettura a 35 euro, poi li «gira» alla Chiesa copta a 20 euro. La differenza (15 euro) resta nelle sue tasche, senza fatica alcuna. Ma tutto ciò non basta. Secondo i religiosi, infatti, la coop non verserebbe nemmeno i 20 euro e si terrebbe l’intero bottino, lasciando agli altri le spese del mantenimento profughi. Ma vi pare? «La colpa non è nostra, è la Prefettura che non ci paga regolarmente» si difendono i cooperanti del Salento. Ma anche se fosse vero, la manovra resta piuttosto spericolata. E un po’ sospetta. Sono cose che possono succedere, si capisce.

Ma quello che proprio non si spiega è come mai, nonostante tali dubbi e le gravi inadempienze, anche da essa stessa accertate e segnalate con diverse lettere di contestazione, la Prefettura di Milano continui a fidarsi di questa cooperativa di Lecce, improvvisamente sbarcata al Nord. E soprattutto non si capisce come mai continui a concederle affidamenti diretti su base fiduciaria: non solo, infatti, il Prefetto non sospende immediatamente l’appalto da 965.947 euro (in essere dal 1° gennaio 2015), ma addirittura ne sigla un altro il 1° maggio 2015 da 378.329 euro e piazza Integra in testa alla graduatoria della nuova gara (29 dicembre 2015). Davvero una fiducia a prova di bomba, non credete?

Saper spendere

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