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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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di MARIA GRAZIA RONGO

BARI - La cultura umanistica incontra il cinema attraverso un dialogo tra classico e contemporaneo che lega passato e presente. A questo dialogo mira la rassegna «Cinema ergo sum» organizzata dal DISUM (Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Bari) in collaborazione con il Centro Studi, Ricerca e Formazione dell’Apulia Film Commission (Afc).L’edizione zero della rassegna, che indagherà i temi dell’«Humanitas», è stata presentata ieri mattina, nell’ex Palaposte, da Paolo Ponzio, docente di Storia della filosofia e direttore del DISUM, Maurizio Sciarra e Giandomenico Vaccari, rispettivamente presidente e consigliere d’amministrazione Afc, Luca Bandirali, docente di Cinema, Fotografia, Televisione nell’Università del Salento e organizzatore della rassegna «Cineclub Universitario», Francesca Romana Recchia Luciani, docente di Filosofia Contemporanea nell’Università degli Studi di Bari e coordinatrice scientifica del Centro Studi Afc e curatrice del progetto.

Tutti concordi nel sottolineare l’opportunità di lavorare in rete per formare i cittadini e non solo degli studenti. «Intanto si prospetta una bella interazione tra gli studenti di Bari che per la prima volta si approcciano ad un progetto del genere, e quelli di Lecce che invece già lavorano a progetti similari» ha spiegato Recchia Luciani.
Tra l’altro, Ponzio, ha annunciato che il DISUM a breve attiverà uno short master in organizzazione di eventi culturali. Le proiezioni iniziano il 9 marzo, sempre di mercoledì fino al 3 maggio, dalle 15 alle 18.30, nel Cineporto di Bari, introdotte da lezioni dei docenti del DISUM (l’Uniba mette a disposizione anche un autobus dall’Ateneo al Cineporto). Recchia Luciani introdurrà l’incontro del 9, sul tema della «Corporeità» con la visione di 21 grammi (2003) di Alejandro González Iñárritu. Il 16, l’archeologa cristiana Paola De Santis parlerà di «Ritualità» prima di «Silent Souls» (2010) di Aleksey Fedorchenko. Il 23, lo storico Carlo Spagnolo spiegherà la «Guerra fredda» e ci sarà la visione di Il dottor Stranamore (1963) diretto da Stanley Kubrick. Il 30, le storiche del cristianesimo e della chiesa antica, Immacolata Aulisa, Laura Carnevale e Ada Campione parleranno di «Umanità» e il film è Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini.

La pellicola del 13 aprile è Spartacus (1960) di Kubrick, la lezione è sulla «Libertà» con Massimo Pinto, storico della filologia e della tradizione classica. Il 20, Annalisa Caputo (Linguaggi della filosofia) spiega l’«Humus» partendo da Nostalghia (1983) di Andrei Tarkovskij. Infine, il 3 maggio, la filosofa del linguaggio Iulia Ponzio introdurrà Her (2013), per la regia di Spike Jonze, parlando di «Linguaggio».
L’occasione di ieri è stata anche quella per parlare di un appuntamento consolidato del Cineporto leccese, il «Cineclub universitario», organizzato dal corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento, che per marzo-aprile, come ha detto Bandirali, ha avviato una collaborazione con il Centro Studi Afc per la realizzazione della giornata tematica sull’intreccio tra cinema e filosofia.

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