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il rito del bordone

rito bordone a massafra

di ANTONELLO PICCOLO

MASSAFRA - La città vivrà i riti della Settimana Santa dal 20 al 28 marzo. Un percorso di fede e tradizione che quest’anno, oltre alla storica processione del Venerdì Santo dei Sacri Misteri curata dalla cinquecentesca Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, sarà preceduto - Giovedì Santo - dall’antica “Processione del Bordone”, proposta dalla Venerabile Confraternita Maria Santissima del Monte Carmelo.
Quella della “Processione del Bordone” (ossia la visita fatta a coppie dai confratelli agli altari della reposizione, con bastone del pellegrino, cappuccio calato e corona di spine) è una tradizione antichissima che affonda le sue radici nella storia della Venerabile Confraternita Maria Santissima del Monte Carmelo (fondata nel 1575) e tramandata di generazione in generazione. Il cerimoniale del pellegrinaggio del Giovedì Santo prevede il rito di benedizione (nella chiesa del Carmine) dei confratelli che parteciperanno all’atto penitenziale e del “Bordone” (ossia il bastone del pellegrino). Il rituale prevede la consegna della “Troccola” e del “Bordone” da parte del priore ai confratelli; poi il saluto alle poste da parte del priore della confraternita che precederà l’uscita della processione penitenziale del “Bordone”. Partendo dalla chiesa del Carmine, le poste dei confratelli visiteranno in pellegrinaggio gli altari della reposizione della chiesa dei Santi Medici, dell’antica Chiesa Madre, del santuario Gesù Bambino, del duomo di San Lorenzo, per poi, prima del rientro in sede, chiudere con le chiese di San Francesco di Paola, San Leopoldo e Sacro Cuore. Dopo l’uscita della processione del Bordone, nella chiesa del Carmine si svolgerà la Santa Messa in “Coena Domini”.

Il Venerdì Santo toccherà all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento con la processione dei Sacri Misteri, espressione di fede e preghiera. Un rito che ha come quinta naturale il centro storico, ingrediente indispensabile per valorizzare i motivi sociali, spirituali e religiosi che furono alle origini di questi cammini penitenziali. La Processione, che utilizza statue settecentesche raffiguranti i vari momenti della Passione, si snoda per le vie cittadine, partendo dall’ex Chiesa Madre secondo e segue rigorosamente quest’ordine: si comincia con i suonatori di flauto, grancassa e tamburo, segue poi la troccola, uno strumento in legno e battenti di ferro col suo suono caratteristico; viene poi il gonfalone e la croce dei Misteri con su i simboli della Passione; a seguire ci sono le statue di Gesù nell’orto, della Veronica, quella della caduta (o “Cascata” come viene chiamata dai massafresi), il Calvario, il Cristo Morto ed infine l’Addolorata. Chiudono la processioni i cruciferi e pupiranni (confratelli con cappuccio che rappresentano i penitenti). La processione rappresenta un momento di pietà popolare e preserva ancora il suo spirito originario. La Settimana Santa a Massafra è il periodo più spiritualmente sublime di tutta la Quaresima con una intensa serie di ritualità: dai pellegrinaggi penitenziali dei Crucifissi nel fondo della Gravina della Madonna della Scala ai canti tradizionali della Via Crucis (quest’anno non eseguiti per problemi tecnici); dall’ allestimento del sepolcro, alla distribuzione delle Palme ed alla Pasquetta.

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