Domenica 26 Settembre 2021 | 08:22

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

mostra

A Potenza quelli
dello «zero spaccato»

vecchie pagelle

di LORENZA COLICIGNO

POTENZA - L’espressione «Zero Spaccato» rimanda ad una scuola lontana nel tempo e che forse non è piacevole ricordare, tuttavia la memoria storica ha le sue esigenze, in quanto fondamento di un’identità che si rafforza nel confronto tra il passato e il presente. Al passato dello «Zero Spaccato» rimanda il titolo della mostra «Le pagelle del regno d’Italia», aperta ai visitatori fino al 5 marzo prossimo, a Potenza nei locali del Centro Studi Didattico «Danzi», nel rione Betlemme. È una mostra di documenti scolastici emessi dal 1861-1946, in particolare vecchie pagelle scolastiche del Regno d’Italia, ma anche immagini e arredi scolastici tutti in clima con i contenuti della vecchia scuola, ad esempio, un banchetto anni ‘20 con piano inclinato ed il foro per il calamaio, pennini, libri, occhiali da lettura, manuali di calligrafia e quaderni «italici», immancabile la temuta «bacchetta», non mancano medaglie al merito e attestazioni di lode, punti di credito su cartoncini colorati per premiare diligenza e «pulitezza», un manifesto datato 1863 con cui un Professore annuncia l’apertura di una Scuola Privata in casa propria indicando Materie di Istudio e Mercede.

«Un posto di rilevo – ha detto Rocco Galasso che dirige l’Istituto Danzi - hanno le circa 70 vecchie «Carte di Ammissioni», poi pagelle scolastiche, che riportano i contenuti di discipline e sistemi di valutazione. Tra le materie oggetto di valutazione «Lavori manuali o donneschi», «Pulitezza ed igiene della persona», «Coltura militare e fascista», emesse da scuole di alcune delle quali non c’è quasi più memoria, Scuole Elementari, Pareggiate, Istituti di Avviamento Professionale, Regio Ginnasio, Scuole Festive Femminili, Scuole Rurali.

Si evincono dalle pagelle i contenuti minimi richiesti dalla legge sull’istruzione 15 luglio 1877 n. 3961, detta anche legge Coppino dal nome del ministro proponente Michele Coppino, che prevedeva «leggere, scrive e far di conto», in un’epoca in cui l’analfabetismo riguardava l’80 per cento della popolazione italiana. Poi – ha concluso Galasso - il culto della scuola fascista con le coloratissime iconografie delle pagelle della Onb (Opera Nazionale Balilla) e della Gil (Gioventù Italiana del Littorio), ogni anno diverse ed alcune oggetto di interesse collezionistico per rarità (ad esempio quelle della RSI Repubblica Sociale Italiana)».
La mostra, secondo quanto ha precisato Galasso, si propone come itinerante e come stimolo alla costruzione di un Museo della Scuola che ad oggi manca.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie