Martedì 28 Settembre 2021 | 09:37

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FOGGIA - Un atelier con abiti da cerimonia...gratuiti, a disposizione di chi non se li può permettere. E’ l’iniziativa che sta nascendo nella sartoria solidale di Borgo Mezzanone, una delle due realtà attivate da qualche mese (con il sostegno della Banca della Campania) dagli infaticabili volontari Fratelli della Stazione.
L’associazione si occupa, come molti sapranno, di assistenza ai senzafissadimora ed ai migranti di Foggia. Con le sartorie solidali, una nella borgata dove risiedono moltissimi foggiani, l’altra presso la Caritas diocesana, è stato realizzato un servizio gratuito di riparazione di abiti donati alle parrocchie, o lasciati nei cassonetti, ma non solo. «Qui rammendiamo anche coperte, mettiamo bottoni e facciamo orli per le giovani coppie - dice Dina Diurno della Caritas, responsabile della sartoria solidale di Mezzanone - sono tanti gli stranieri che si rivolgono a noi, ma anche moltissimi i foggiani residenti nella borgata che hanno bisogno di piccoli lavori di sartoria, soprattutto le giovani mamme che non li hanno mai fatti».

Alle macchine da cucire, frutto di donazioni anche queste, volontarie che stanno dando il meglio della propria manualità nell’adattare cappotti, giacche, pantaloni. «Fra gli abiti che ci vengono donati - dice Dina Diurno - ce ne sono moltissimi firmati, ancora con i cartellini. Sono proprio questi i capi che non trovano collocazione, perchè non interessano agli extracomunitari, allora abbiamo pensato di creare un atelier degli abiti da cerimonia, a disposizione di chi deve partecipare a un matrimonio oppure ad un altro evento e non ha la possibilità di acquistare il vestito».

Non soltanto abiti per gli invitati però: «Da noi arrivano anche abiti da sposa, da prima comunione - aggiunge la signora Diurno - anche in questi casi le nostre volontarie potranno adattarli a chi ne ha bisogno». E’ in fondo l’utilizzo più logico: se si pensa a quanti abiti da matrimonio, o da prima comunione rimangono appesi per anni negli armadi per andare poi distrutti, è facile pensare che sarebbe un bel gesto metterli a disposizione di chi potrà, grazie proprio a quegli abiti, coronare un sogno.
Alla sartoria solidale il lavoro ferve e anche le idee si moltiplicano: «Pensiamo di coinvolgere soprattutto le mamme - dice Dina Diurno - vorremmo creare un laboratorio per consentire a molte di loro di imparare quando i bambini sono a scuola. Qui nella borgata c’è davvero molto bisogno».

Sono tante, non soltanto a Mezzanone, le famiglie foggiane che vivono povertà e disagi che rendono davvero un’impresa arrivare a fine mese e che, in tale situazione, non possono certo permettersi di pagare un sarto per riparare giacche e cappotti che servono tutti i giorni. C’è poi il vastissimo popolo dei migranti che si vestono con gli abiti lasciati per strada negli appositi contenitori, indumenti di cui non possono scegliere la taglia e che richiedono interventi e riparazioni per trasformarli in un elemento essenziale di dignità, ciò che non deve mancare anche quando le condizioni sociali ed economiche sono difficili. [a.lang.]

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