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Cure alternative sulle orme di San Nicola: la storia di Alce Nero e della nipote Linda

Lo sciamano del Montana Nicola Alce Nero è candidato a essere il primo beato pellerossa della Chiesa Cattolica

Cure alternative sulle orme di San Nicola: la storia di Alce Nero e della nipote Linda

Cure alternative, secondo l'antica tradizione degli Oglala Lakota (Oglala Sioux), sulla scia del nonno «Nicola Alce Nero» (1863-1950), sciamano/guaritore nato nel Montana, candidato dall'anno scorso, come anticipato dalla «Gazzetta», ad essere il primo Beato «nativo Americano» («pellerossa») della Chiesa cattolica dopo un'esistenza vissuta nel nome di San Nicola di Bari, figura che scelse a modello nella sua conversione al cristianesimo in base agli insegnamenti dei missionari Gesuiti attivi nel Nord America.


«Linda Alce Nero» («Linda Black Elk», 44 anni) è una figura di spicco, in tutto il Dakota, tesimone e protagonista del lavoro di recupero della medicina dei Nativi Americani, nei secoli scorsi messa al bando (in un periodo fu anche dichiarata illegale), basata principalmente sull'uso di alcune erbe quali l'achillea, usata per esempio dai montanari anche in Europa.
Ricerca e tecniche mediche delle tribù non hanno però finalità meramente terapeutiche, ma costituiscono anche per una rivendicazione di tipo politico e sociale contro l'oppressione degli «invasori bianchi», che con il ferro e con il fuoco hanno cercato di cancellare la memoria e gli stili di vita dei Nativi Americani. Tanto che Linda Alce Nero allestì un'infermeria da campo quando nella Riserva Sioux di Standing Rock fra il 2016 e il 2017 scoppiò una delle varie manifestazioni di protesta contro l'installazione di un oleodotto nel territorio «sacro» degli Indiani. Situazione che ricorda molto la questione della Tap in Salento, nel Sud della Puglia. Senza trascurare la realizzazione di una «farmacia decolonizzata» a bordo di un autobus che va in giro per gli States...


La studiosa sta diffondendo le sue ricerche e le sue tecniche con tour che hanno toccato Gran Bretagna, Italia, Australia e Guatemala.
«Ciò che distingue Linda Black Elk da altri ricercatori accademici – attesta il giornale telematico “Ozy” - è che considera le piante medicinali, come l'echinacea, la rosa canina, la verbena blu e la valeriana, i suoi "parenti", non diversi dai membri in carne e ossa del suo albero genealogico». E fra essi, quindi, Nicola Alce Nero.
Già testimone di «visioni» nel corso delle sue attività di sciamano prima della conversione alla religione cattolica, il vecchio Alce Nero, il nonno di Linda, proseguì fino alla fine della sua esistenza le attività di assistenza medica in favore del suo popolo. Quando poi abbracciò la fede cristiana, elevò a suo modello di vita San Nicola (250-326), dopo averne letto la biografia, scegliendo di farsi battezzare con il suo nome il 6 dicembre 1904, giorno in cui in tutto il mondo si celebra la memoria del Patrono di Bari.


I biografi raccontano che continuò anche nella «seconda vita» a visitare e curare gli ammalati, persone che trascorrevano la loro esistenza nelle Riserve indiane come in cattività, afflitte da alcolismo ed estrema povertà, associando l'attività di catechista. Questo in fondo perché, è stato spiegato da qualche esperto di storia e tradizioni locali, «la spiritualità Lakota vede il mondo come un luogo sacro carico di forze spirituali, non diversamente dalla visione del mondo sacramentale cattolica».
L'iter di beatificazione di «Nicola Alce Nero» da parte del Vaticano non sembra però al momento né facile né breve. Dopo la proposta partita dalla Conferenza episcopale statunitense, a Rapid City (nel cuore del Sud Dakota) dall'estate scorsa è al lavoro un investigatore della Santa Sede, l'argentino padre Luis Escalante. Non è facile il lavoro dello «007» di papa Francesco, in quanto gran parte delle testimonianze è orale oppure è reperibile in pochi vecchi documenti, gran parte dei quali scritti nella lingua originale dei Lakota-Sioux. Uno storico locale ha dichiarato che è questo lavoro di ricerca potrebbe durare almeno 15 anni. Tempi della Chiesa a parte, è però di notevole interesse il «filo» della cura della salute associato a quello delle anime che prosegue in quelle terre del Nord America, sull'onda di un impensabile accostamento fra il San Nicola Taumaturgo (il guaritore: la tradizione narra che il Vescovo di Myra, le cui spoglie sono custodite nella Basilica di Bari dal 1087, addirittura resuscitò tre bambini uccisi da un macellaio) e le pratiche medico-religiose dei Nativi Americani. Ed è tra l'altro la «taumaturgia» l'aspetto più messo in evidenza su San Nicola da tutto il mondo ortodosso.
E poi, infine, per i cattolici non è anche patrono, fra le varie categorie, dei farmacisti?

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