tour del gusto

Molfetta valorizza la sua «puntarella»: il riconoscimento Igp è sempre più vicino

Barbara Politi

De Ruvo: «L’IGP non è soltanto una mera medaglia da appuntare sulla giacca, ma un motore di valorizzazione economica»

Nata nel giugno 2019, con l’obiettivo di portare la Puntarella di Molfetta (già iscritta nei PAT - Prodotti Agroalimentari Tradizionali) al riconoscimento IGP europeo, l’Associazione per la Valorizzazione e Promozione della Cicoria Puntarella Molfettese - presieduta da Mauro De Ruvo - abbraccia sei comuni del Nord Barese: Bisceglie, Bitonto, Giovinazzo, Molfetta, Terlizzi e Ruvo di Puglia.

Presidente, a che punto siamo davvero con il riconoscimento IGP?

«Il percorso verso il riconoscimento IGP della Cicoria Puntarelle molfettese è, per sua natura, un cammino che richiede rigore e tempi tecnici precisi. Dal 2019 ad oggi, abbiamo compiuto passi significativi grazie a un lavoro corale, intenso e qualificato. Fondamentale è stato il ruolo del Comitato Tecnico-Scientifico che, unitamente ad esperti del settore, ha lavorato alacremente per redigere un disciplinare di produzione rigoroso, basato sulla valorizzazione dell’unicità e dell’identità storica del nostro prodotto. Questo sforzo intellettuale e tecnico è culminato positivamente nell’accertamento pubblico condotto dai funzionari del Ministero dell’Agricoltura, i quali hanno validato, direttamente sul campo, la solidità della nostra candidatura e il legame inscindibile tra la cicoria e il territorio di Molfetta. Dopo il successo della fase nazionale, il fascicolo è ora al vaglio della Commissione Europea. L’iter prevede la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea: il traguardo non è mai stato così vicino: stimiamo di vedere l’IGP ufficializzata entro l’anno in corso, un periodo che dedicheremo anche a preparare le nostre imprese locali a questa importante valorizzazione internazionale».

Cosa rende la Puntarella di Molfetta unica rispetto alle altre varietà di catalogna coltivate in Puglia?

«Non è una questione di campanilismo, ma di identità biologica e agronomica. Sebbene la Catalogna sia diffusa in tutta la Puglia, il territorio di Molfetta ha preservato, nel corso dei decenni, un ecotipo locale unico, frutto di una selezione naturale e di un adattamento secolare alle nostre specifiche condizioni pedoclimatiche. Si tratta di un vero e proprio germoplasma di valore inestimabile, che i nostri agricoltori hanno saputo custodire con dedizione, evitando l’omologazione che spesso colpisce le produzioni su larga scala. Il cuore del nostro territorio combina la ricchezza minerale delle zone costiere con una sapiente gestione idrica, permettendo alla pianta di sviluppare una consistenza dei germogli distintiva, un vero e proprio equilibrio tra croccantezza e tenerezza. A differenza di altre varietà, la nostra cicoria vanta una concentrazione peculiare di inulina, polifenoli e vitamine A e C che ne esaltano non solo il profilo nutrizionale, ma anche quel tipico, bilanciato grado di amarezza, mai invasivo, dato dalla cicorina. Il riconoscimento IGP non è solo la protezione di un ingrediente, ma la tutela di un sistema di produzione. Identificare la Cicoria Puntarelle molfettese significa garantire al consumatore finale un prodotto che è, a tutti gli effetti, espressione della biodiversità unica del nostro territorio».

Come si evita che il riconoscimento IGP diventi solo un’etichetta di marketing senza ricadute reali per i produttori locali?

«L’IGP non è soltanto una mera medaglia da appuntare sulla giacca, ma un motore di valorizzazione economica. La sfida, in un’area di 500 ettari che coinvolge diversi comuni, è trasformare la massa critica in valore aggiunto per tutti gli attori della filiera, evitando qualsiasi rischio di diluizione. Il passo fondamentale post-riconoscimento sarà la costituzione di un Consorzio di Tutela forte. Questo organismo non avrà solo compiti di promozione, ma fungerà da strumento di tutela collettiva. La sua missione sarà monitorare costantemente il rispetto del disciplinare, garantendo che la qualità non sia opzionale, ma il prerequisito che giustifica il premium price sul mercato. In un mercato agricolo globale spesso dominato dalla volatilità, infatti, l’IGP rappresenta per i nostri agricoltori un baluardo fondamentale: è uno strumento di difesa contro le speculazioni al ribasso. Attraverso una governance unitaria, il Consorzio eviterà le guerre dei prezzi tra singoli produttori. La strategia in atto guarda ad accordi di filiera che portino la nostra cicoria direttamente nella grande distribuzione e nell’alta ristorazione, a circuiti sempre più attenti alla tracciabilità e agli standard qualitativi certificati e alla formazione e ottimizzazione dei processi».

Nel 2026 avete annunciato di voler puntare sulla valorizzazione gastronomica: quali sono i progetti?

«L’IGP è il nostro punto di partenza, non quello di arrivo. La nostra visione per il 2026 e gli anni a venire è trasformare la Cicoria Puntarelle molfettese in una vera e propria icona del gusto, capace di superare il limite della stagionalità e del consumo tradizionale. Il progetto “PuntaStelle” – il panettone che ha unito la nostra cicoria alla sapienza dolciaria – è stato più di un esperimento. È stato un manifesto. Volevamo dimostrare che l’eccellenza agricola può dialogare con l’alta pasticceria, aprendo frontiere gastronomiche inaspettate. La nostra strategia si basa su un approccio cross-settoriale: non vogliamo che il prodotto resti confinato alla cucina domestica, ma che entri a pieno titolo nei menu stellati e nelle proposte gourmet di tutta Italia. Stiamo tessendo una rete di collaborazioni che definirei “alleanze di valore”. Non cerchiamo solo partner commerciali, ma ambasciatori. Attraverso il progetto “Cicoria in Tour”, stiamo coinvolgendo attivamente chef e allievi degli istituti alberghieri, collaborando con nomi di rilievo per reinterpretare la Puntarella in chiave moderna. In questa direzione, in sinergia con l’associazione Cooking Solution, stiamo partecipando alla quinta edizione del concorso “Ri-costruiamo il Territorio”, che si terrà presso l’Istituto Alberghiero di Margherita di Savoia, all’interno della “Food Challenge: Mangia Autentico”. La nostra missione guarda al futuro del territorio attraverso l’educazione. Il nostro obiettivo è fare in modo che, ovunque venga servita, la Puntarella molfettese sia immediatamente riconoscibile come simbolo di una Puglia capace di innovare, restando sempre fedele alle proprie radici».

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