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il ricordo

Auguri «Gazzetta»
sei una parte di me

Pillinini e i 130 anni della Gazzetta

di PAOLO DE STEFANO

La celebrazione ultracentenaria di un giornale, sovente, è anche tappa memoriale per chi ha seguito, con la mente e con il personale svolgimento esistenziale, il tempo che coincide con gli anni, i mesi e i giorni della propria vita e quella del giornale.
Insomma, come scriveva Cicerone, nel «De Oratore» (1, 18) «memoria est thesaurus omnium rerum et custos» (La memoria è tesoro e custode di tutte le cose).

Ed ecco che alla mia memoria, in questa ricorrenza della lunga vita della «Gazzetta del Mezzogiorno», mi è presente quell’antica redazione del quotidiano a Taranto fra via Pitagora e via Giovinazzi (dove oggi è la trattoria «Basile») retta «illo tempore» da un gentiluomo di antica epoca, Diego Gennarini, che io, giovinetto, conobbi, accompagnato da mio padre, che gli era affettuoso amico e lettore del quotidiano.
E conservo ancora un articolo di Gennarini su «Cesare Giulio Viola e il teatro italiano» pubblicato il 21 agosto del 1935 in terza pagina.

In questo momento storico per la «Gazzetta» debbo ancor più ringraziare il dottor Graziano Balzanelli, figura altissima di professionista e uomo dalla ineccepibile moralità (ora non è più fra noi), per aver voluto, quando io ero preside del liceo «Quinto Ennio», donare alla biblioteca dell’istituto una voluminosa raccolta della «Gazzetta» dal tempo de «La Gazzetta di Puglia - Corriere delle Puglie» sino agli anni ’80 del secolo scorso.

Ho presente, sfogliandone alcune pagine, di una conferenza tenuta dallo scrittore tarantino Cesare Giulio Viola su «L’interpretazione di G. B. Schaw».
Una conferenza saggio delle opere del grande irlandese che la «Gazzetta» pubblicò integralmente come anche ricordo di aver letto dello stesso Viola, nel giornale dell’aprile del 1934 la commemorazione di un illustre avvocato di Taranto: Antonio Russo.
La mia collaborazione alla «Gazzetta del Mezzogiorno» risale al settembre del 1981 con un intervento sulla necessità che Taranto potesse avere un Istituto per la Magna Grecia, poi seguirono altri miei articoli sul Museo Majorano, sull’Università del Mare e poi un intervento ancora attualissimo sulla «Gazzetta» del 18 marzo 1983 sul tema: «La vera cultura unisce, non divide».

Alla «Gazzetta del Mezzogiorno», cui mi onoro di collaborare, ogni augurio di costante e felice lavoro nella vita socioculturale della città e nel suo progresso.

«Valete omnes, venit natalis ad aras» (State bene tutti, sia oggi un giorno natalizio) così il grande poeta Tibullo.

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