Lunedì 27 Maggio 2019 | 11:24

Il Biancorosso

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Bellinazzo: «Bari in serie A un affare tra i 70 e gli 80 mln di euro»

 

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Il nostro giornale
una finestra
sempre aperta

Gazzetta

di GIUSEPPE DE TOMASO

Che cos’è un giornale? È una finestra sulla realtà circostante. Ma la veduta che si scorge da una finestra - per dirla con il sociologo americano Gaye Tuchman - dipende dalla maggiore o minore ampiezza della finestra stessa e dal fatto che il vetro sia opaco o terso». Crediamo di poter dire che in 130 anni la finestra rappresentata dalla Gazzetta del Mezzogiorno sia stata sempre ampia e mai opaca. Non si supera abbondantemente il secolo di vita se non si possiede un patrimonio che all’identità unisca la credibilità e la riconoscibilità. La Gazzetta, dal suo fondatore Martino Cassano fino all’attuale editore (la famiglia Ciancio), e a tutti coloro che hanno contribuito e contribuiscono alla sua confezione quotidiana, non è mai venuta meno al suo dovere primario: informare e formare, presidiare la libertà, mettendo al primo posto l’interesse generale dell’area di riferimento del giornale.

Di qui nasce la missione storica della Gazzetta, quella di essere un vero sindacato di territorio, ovviamente in una cornice europea e nazionale, Il mondo del giornalismo, in particolare la carta stampata, non attraversa l’età dell’oro. Non c’è bisogno di scomodare i più titolati economisti per sapere che nessuna attività produttiva è possibile se il concorrente vende la sua merce gratis et amore Dei. Ciò nonostante, il giornalismo cartaceo non è destinato a sicura eutanasia. Non lo è, perché rappresenta tuttora la più solida àncora di libertà e di crescita di una comunità.

Il giornalismo di qualità non può prescindere dalla carta, dal contatto tattile con la notizia e il suo approfondimento. Se la Puglia e la Basilicata sono regioni più sviluppate rispetto ai territori circostanti, lo si deve anche al ruolo propositivo e incalzante del giornale che, cari amici, adesso state leggendo. Non è il caso di ricordare qui le battaglie di libertà in favore del Mezzogiorno, e quindi dell’intero Paese, combattute da questo giornale. Basti pensare alla lotta per la democrazia condotta nel pieno della seconda guerra mondiale, quando Bari e la Gazzetta divennero il luogo e l’organo della democrazia e dell’antifascismo. Nella calda estate del 1943, la Gazzetta fu l’unico giornale italiano ad uscire tutti i giorni garantendo un’informazione libera non filtrata dalla censura di regime.

Il riscatto del Sud costituisce tutt'ora la ragione sociale della Gazzetta. Le campagne contro la disunità d’Italia, da quella contro il protezionismo nel 1887 fino a quelle più recenti, tra cui la parità ferroviaria con il Nord e le inchieste sugli sprechi in materia di trasporti, stanno lì a testimoniare quale dev’essere la funzione chiave di un organo di informazione: controllare il Potere, spingerlo verso decisioni giuste ed equanime, formare e coinvolgere l’opinione pubblica, contribuire ad allevare e migliorare la società civile. Un ruolo pedagogico? Sì, anche un ruolo pedagogico. Sono i corpi intermedi, più delle stesse istituzioni classiche, a distinguere un Paese indipendente da un Paese obbediente, una società libera da una società asservita. Non a caso sulla Gazzetta hanno scritto campioni della libertà, da Benedetto Croce a Leonardo Sciascia, per citarne due, ma la lista completa potrebbe riempire molte colonne.

Il nostro grazie va ai Lettori che hanno consentito di festeggiare il 130mo compleanno della Gazzetta; va agli editori che hanno creduto, credono e investono nel giornale; va ai redattori, ai poligrafi ci e a tutti i collaboratori che rendono possibile, ogni giorno, l’appuntamento in edicola. Certo. Il futuro sarà ancora di più multimediale, crossmediale. Con la Rete in primo piano. Crescerà, anche, il giornalismo «partecipativo», con il «reporter diffuso», cioè con l’uomo della strada, in grado di raccontare fatti notiziabili. Una rivoluzione i cui confini non sono facilmente delineabili, visto che in economia si verifica spesso l’inatteso, non l’inevitabile. La Gazzetta è pronta per le sfide che verranno. Il suo brand, consentiteci un briciolo d’orgoglio, è forte e vitale. Il che costituisce il punto di partenza per altri lusinghieri traguardi.

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