L'intervista

Conflitti interiori e profonde introspezioni: il lucano Chiello debutta a Sanremo e anticipa i temi dell'album «Agonia»

Bianca Chiriatti

«Ti penso sempre» è il brano in gara, composto con Tommaso Ottomano: «Non sarà sul palco con me, ma è stato fondamentale per il disco». E su Morgan, con cui duetterà: «Lo stimo come artista, il suo "Canzoni dell'appartamento" è un lavoro leggendario...»

«Ti penso sempre» è il brano con cui il lucano Chiello, originario di Venosa (Pz) è in gara per la prima volta al Festival di Sanremo 2026. Composto insieme a Tommaso Ottomano, Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni anticipa il nuovo album, «Agonia», in uscita il 20 marzo 2026. Un concept album che parte dalla foto di copertina, uno scatto di Todd Hido tratto dalla raccolta House Hunting che ritrae i sobborghi americani con interni di case a schiera, vedute notturne di abitazioni illuminate da un televisore acceso, una lampadina o una finestra nel buio. Le tracce dialogano con questo immaginario visivo, esplorando le fragilità, la solitudine, il desiderio e l’introspezione emotiva. Ad aprile Rocco Modello, questo il vero nome, sarà poi in giro nei club italiani con il Chiello Club Tour 2026, prodotto da Trident Music.

Come ha capito che «Ti penso sempre» era il brano giusto per Sanremo?

«Non lo so esattamente, è più una sensazione. Non me lo sono chiesto troppo, penso sia uno di quei brani che possa arrivare a tutti. Sono tranquillo, tutto procede senza particolari preoccupazioni».

«Agonia», una parola importante per dare un titolo a quest'album...

«Mi piace, ha un significato essenziale, non indica solo dolore, ma lotta interna e stato di transizione, il vivere dentro un conflitto: questo accomuna tutte le tracce ed è il fulcro del disco».

Qual è il conflitto più grande che sente?

«Non ho ancora avuto tempo per metabolizzare bene quello che ho scritto, sta succedendo tutto così velocemente. Devo prendermi ancora un po' di tempo per pensarci su».

Nel disco, e anche nel brano in gara, c'è Tommaso Ottomano. Come è nata la vostra collaborazione?

«Siamo amici da tanti anni, ci siamo conosciuti grazie a Francis Delacroix. Non sarà con me sul palco, ma è stato fondamentale per la nascita di questo disco, soprattutto nell'approccio e nella scrittura. Da quando abbiamo cominciato a collaborare non ci siamo più separati».

In caso di vittoria parteciperebbe all'Eurovision?

«Non ci ho ancora pensato. Se si presenterà l'occasione, ci rifletterò».

Ci può parlare del concept grafico del disco e della copertina?

«Mi piaceva il concetto delle case desolate in mezzo al nulla, con questa luce fioca, perché in fondo si parla di scenari notturni. Ho pensato che l'atmosfera si legasse bene con la musica, e comunque le case nascondono dei racconti, mi ha colpito questo legame di solitudine...».

A Sanremo spesso gli artisti hanno spazi per le proprie attività, lei ne avrà uno?

«Sì, e sarà dedicato alla musica, suoneremo con una band. Si chiamerà Club Agonia, ogni sera per tutta la settimana qualcuno suonerà».

Lei è uno di poche parole, l'anno scorso però questo palco l'ha assaggiato: come sta vivendo questa vigilia?

«Sono davvero tranquillo. La competizione non mi interessa, non la vivo proprio, e penso nella musica non ci dovrebbe essere. A livello di preparazione sono in sala prove con la band, stiamo sempre a suonare. L'anno scorso ero ospite di Rose Villain, è stato molto leggero, sono stato solo un giorno e anche se avevo un po' di febbre in generale è andata bene. Sono in costante lavoro con me stesso per migliorare, ma nel complesso me la sto vivendo bene: avevo bisogno di mettermi in gioco, e non mi spaventano le critiche, ho più paura del giudizio che ho io su me stesso».

Chiudiamo con la serata dei duetti: porta Tenco insieme a Morgan, personaggio controverso anche per la sua vicenda giudiziaria...

«L'ho portato perché lo stimo molto come artista. Il suo disco "Canzoni dell'appartamento" è uno degli album leggendari della musica italiana, sarà un onore portarlo».

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