Musica

«Trevi», tra desideri e disincanto: gli Euterpe raccontano la fine della magia e la voglia di continuare a credere

Il nuovo brano del trio usa l’immaginario della Fontana di Trevi come metafora della crescita, delle illusioni e dei sogni che resistono al passaggio dall’infanzia all’età adulta

«Trevi» è un brano che utilizza l’immaginario della Fontana di Trevi come potente metafora dei desideri, delle aspettative e delle illusioni con cui cresciamo. Il punto di partenza è un gesto semplice e universale — lanciare una moneta — che diventa il simbolo di un percorso molto più ampio: quello che conduce dall’infanzia, quando tutto sembra possibile come per un piccolo Aladino, alla realtà adulta, dove i sogni iniziano a scontrarsi con dubbi, scuse e una quotidianità spesso ridotta a un bianco e nero emotivo.

Tra ironia e disincanto, «Trevi» gioca con superstizioni, segni del destino e rituali che “non funzionano mai”, raccontando quella sensazione profondamente condivisa di cercare sempre una spiegazione esterna per ciò che non accade: la noia, il tempo che manca, le notizie, la vita, come se esistesse sempre una causa al di fuori di noi in grado di giustificare le occasioni mancate. Il brano mette così in scena una forma di autoassoluzione collettiva, in cui il desiderio resta sospeso e continuamente rimandato.

Anche sul piano musicale l’atmosfera accompagna questo contrasto. Le immagini sono leggere, quasi cinematografiche, mentre sotto scorre un sottotesto più profondo e riflessivo, che restituisce tutta la complessità emotiva del passaggio all’età adulta. «Trevi» diventa così una canzone che parla di desideri lanciati nel mondo senza sapere dove andranno, ma anche della scelta di continuare a provarci nonostante tutto. Perché crescere significa perdere un po’ di magia, ma non smettere di credere che qualcosa possa ancora succedere.

«Trevi» è il nuovo tassello del percorso degli Euterpe, progetto musicale formato da tre elementi uniti dalla stessa visione espressiva: trasformare emozioni, immagini e vissuti personali in un suono diretto e coinvolgente. La band è composta da Federico Giacobbe alla voce, Mattia Ingrosso alla chitarra e Angelo D’Agnano al basso.

Il loro stile nasce dall’incontro di diverse influenze — pop, rock, funk, R&B e indie — che si fondono in un’identità sonora dinamica, dove groove, melodia e cura del testo convivono in equilibrio. Al centro del progetto c’è la scrittura di brani inediti e, soprattutto, l’energia del live, dimensione fondamentale in cui gli Euterpe costruiscono un contatto autentico con il pubblico e danno piena forma alla propria idea di musica.

Il percorso della band si sviluppa tra esibizioni dal vivo e una costante crescita artistica, con concerti tra Bari e Taranto e importanti esperienze in ambito musicale, tra cui la vittoria del contest Casa Sanremo – Molfetta, traguardo che segna una tappa significativa nel loro cammino.

Gli Euterpe portano avanti un progetto in continua evoluzione, con l’obiettivo di consolidare un suono riconoscibile e far arrivare la propria musica sempre più lontano, mantenendo spontaneità, identità e verità espressiva. Con «Trevi», la band firma un brano che parla di fragilità e speranza, di sogni che cambiano forma ma non smettono di esistere.

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