Il progetto

L’algoritmo pensa e l’intelligenza si fa... musicale con il disco firmato The Spectral Singers

Alessandro Salvatore

Un album edito da Gianni De Mare, sceneggiatore, regista e attore, dal titolo «AI Alien Intelligence». Domani la presentazione del suo libro, «Così parlò ChatGPT»

C’è un punto, sempre più frequentato, in cui la sperimentazione artistica incontra l’intelligenza artificiale. È in questo spazio di confine (tra supporto tecnico e interazione creativa) che si colloca AI Alien Intelligence, album firmato da The Spectral Singers, progetto musicale edito da Gianni De Mare, sceneggiatore, regista e attore originario di Lucera, nel cui percorso figura il premio «A noi piace corto» promosso da Studio Universal. Il disco è disponibile sui principali store di streaming e rappresenta l’approdo musicale di una ricerca avviata sulla pagina scritta.

De Mare racconta che l’album nasce quasi per caso, subito dopo la pubblicazione del suo libro Così parlò ChatGPT (edizioni Amazon), quando scopre Suno, applicazione di generazione musicale basata sul cervello alterato. «Da lì - spiega l’autore - prende forma un flusso di gioco e sperimentazione». De Mare, infatti, fornisce prompt, suggestioni e testi - alcuni tratti dal libro, altri inediti - e la macchina rielabora, restituendo brani deep house e hip-hop abitati da voci virtuali, apparentemente «aliene». Un processo che il creativo pugliese paragona alla scoperta del sintetizzatore Moog per Giorgio Moroder: «non una sostituzione della creatività umana, ma uno strumento capace di aprire nuovi orizzonti sonori».

Il titolo AI Alien Intelligence esplicita la chiave teorica del progetto. L’intelligenza artificiale viene percepita come un’entità altra, inorganica, che molti pensatori contemporanei descrivono come «post umana». Le nove tracce dell’album riflettono questa nuova età digitale nelle sue ambivalenze: opportunità creative e spaesamento, potenza algoritmica e fragilità umana. Brani come «Oltre lo Schermo», «Digital Flow», o «Yo Carmelo», omaggio a Carmelo Bene filtrato da una voce da «teatro dell’inorganico», sintetizzano lo spirito di questo lavoro futuristico. A tale percorso De Mare aggiunge un nuovo tassello. Il 23 gennaio uscirà su Spotify il singolo «Computronium», sempre firmato The Spectral Singers. Questa produzione approfondisce il concetto di «musica sintetizzata», presentandosi come un manifesto dell’arte «ibrida», dichiarazione poetica di un suono generato dall’interazione tra visione umana e AI.

La genesi filosofica del progetto discografico di De Mare resta il suo libro Così parlò ChatGPT, laboratorio di «scrittura inorganica» che l’autore presenterà domani a Roma, alle 17.30, alla libreria Eli. Un dialogo tra mente biologica e calcolo algoritmico che dalla letteratura si è fatto musica. Seguendo tale traccia creativa il caso di AI Alien Intelligence s’inserisce in un fenomeno universale. Secondo dati diffusi da Deezer, a fine 2025 circa il 34% delle tracce caricate quotidianamente sulla piattaforma risultava interamente generato dall’AI. In questo scenario, il lavoro di De Mare si propone non solo come esperimento sonoro, ma come riflessione culturale sul futuro dell’arte fuori dal controllo umano.

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