L'intervista
Keevuitton e quell’«Attimo» che cambia tutto: luci al neon, malinconia rétro e voglia di futuro
L'artista barese torna con un brano synthwave prodotto da Scolaro Music Group, ispirato agli anni ’80, tra beat pulsanti e immagini cinematografiche. «Ogni istante può riscrivere la storia. La mia musica? Aeroporti, mare e libertà»
Cosa succede in un attimo? Tutto. Cambiano i colori, cambia il battito, cambia la vita. Ed è proprio su questa miccia emotiva che il barese Keevuitton accende il suo nuovo singolo, «Attimo», disponibile su tutte le piattaforme digitali, per inaugurare un nuovo capitolo della sua esplorazione musicale, che unisce introspezione e visione.
Beat elettronici pulsanti, synth rétro, atmosfere notturne degne della miglior cinematografia anni ’80: è un brano in cui malinconia e desiderio si rincorrono, manifesto di un’evoluzione artistica che non ha paura di contaminarsi, cambiare pelle, sorprendere. Prodotto da Giesse Entertainment Group, parte integrante di Scolaro Music Group, il brano conferma la direzione indipendente e visionaria dell’etichetta, sempre più attenta a progetti musicali in grado di raccontare la complessità del presente con sguardo personale e linguaggio universale. La «Gazzetta» ha intercettato l'artista per scoprire qualcosa in più sul progetto.
Il nuovo singolo si chiama «Attimo»: c'è un istante che, nella tua vita, ha davvero cambiato tutto?
«Negli ultimi anni ho imparato a dare importanza ad ogni singolo momento. Tuttavia, c’è stato un evento particolare, accaduto qualche anno fa, in cui ho messo in discussione vari aspetti della mia vita. È stato un momento di fragilità dal quale ne sono uscito in autonomia, e la musica è stata senza dubbio il mezzo migliore per veicolarla. Da quel momento in poi, la mia produzione è diventata più libera e istintiva».
Ha definito il brano come un viaggio tra malinconia e futuro. Come riesce a tradurre le emozioni in suoni e immagini?
«Sono un grande appassionato di cinema e di arti visive, e ho sempre ammirato la capacità dei registi di evocare delle emozioni attraverso una scena. Provo a fare lo stesso con la mia musica. In questo, i viaggi mi aiutano molto e rappresentano il background perfetto per i miei versi. In questo caso, il brano ha delle forti influenze anni ‘80, un’epoca non vissuta direttamente da me, ma dai miei genitori, quindi ho cercato di riprendere quei suoni reinterpretandoli in chiave moderna, con le mie immagini. ».
Il tuo stile unisce R&B, soul e urban a una scrittura cinematografica. Quali influenze musicali e artistiche ti hanno formato di più?
«Sicuramente sono molto legato ai grandi cantautori italiani. Non posso non menzionare Califano, che secondo me è stato uno dei primi a parlare di vita vera, dell’amore e della sensualità con un linguaggio accessibile a tutti, senza orpelli, e Lucio Dalla, artista visionario con cui tra l’altro condivido l’amore per le Isole Tremiti. Poi apprezzo da sempre Guè e Marracash, mentre fra gli stranieri mi piacciono Pharrell Williams e Drake».
La tua origine pugliese ti ha influenzato nel tuo percorso artistico?
«Indubbiamente si, ma credo ancor di più che mi abbia spinto ad andare sempre oltre, non solo dal punto di vista artistico, ma anche da quello prettamente geografico. Probabilmente se fossi nato in una grande metropoli non avrei avuto la fame di sapere e di scoperta che mi ha portato, e mi porta, a conoscere il mondo».
“Attimo” arriva dopo brani come “Maldita Life” e “Myself”, che parlano di identità e conflitto. Questo nuovo singolo è un punto di svolta o un’evoluzione naturale?
«È un punto di intersezione, un brano di consapevolezza, quindi lo vedo come un’evoluzione naturale di un percorso lungo e virtuoso».
Se dovessi descrivere il tuo mondo musicale con tre immagini o sensazioni, quali sarebbero?
«Aeroporti, mare e libertà».