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«Scintille» musicali made in Puglia

«Scintille» musicali made in Puglia

Il pianista pugliese Pasquale Stafano e il suo lavoro «Sparks»: scrittura efficace che guarda all’Europa

30 Agosto 2022

Ugo Sbisà

Il nome della Enja è più che familiare agli appassionati di jazz. L’etichetta bavarese fondata nel 1971 da Matthias Winckelmann e Horst Weber vanta infatti un catalogo ricco che nei decenni ha saputo ospitare tanto l’avanguardia afroamericana ed europea, quanto il cosiddetto modern mainstream, approfittando dei tour europei di numerosi campioni dello storico genere hard bop.

Tuttavia, se ne parliamo in questa rubrica, è perché nella sua lunga e pregiata produzione vi sono anche delle tracce pugliesi, a suo tempo inaugurate da «La Banda», il doppio cd che documentava l’interesse acceso in tutta Europa dal progetto di recupero e rivitalizzazione creativa della nostra tradizione bandistica, promosso da Pino Minafra quando era alla guida dell’ormai non più suo Talos festival. Non sappiamo quanto quella registrazione, che risale a una trentina di anni fa, abbia spinto Winckelmann a «puntare le antenne» sulla comunità jazzistica pugliese, ma sta di fatto che le ricognizioni della Enja si sono spinte oltre, finendo per includere anche altri progetti, il più recente dei quali è il cd Sparks – prodotto con il sostegno di Puglia Sounds - del pianista ofantino Pasquale Stafano che per la Enja poteva già vantare anche altri due titoli, Nocturno e Mediterranean Tales, incisi in duo con il corregionale Gianni Iorio al bandoneon.

Nel caso di Sparks, la registrazione è stata effettuata in trio col solido sostegno di Giorgio Vendola al contrabbasso e Saverio Gerardi a batteria e percussioni e diciamo subito che gli otto brani in scaletta – tutti a firma di Stafano – si fanno apprezzare per una scrittura solida ed efficace, capace di inserirsi autorevolmente in un filone jazzistico che, pur non ripudiando gli stilemi d’Oltreoceano, sa suggestivamente guardare all’Europa – e in maniera ancora più specifica a Est – senza perdersi in verbosi concettualismi e coniugando invece i linguaggi del jazz contemporaneo con qualche puntata nei territori più liberi, senza compromettere mai il filo logico del pensiero musicale.

Ecco allora che un brano come Sparks si illumina della vivacità di una danza balcanica, condividendo la stessa dinamica atmosfera con Night Market. Di Three Days Snow si apprezza l’impianto ballatistico pervaso di una vena malinconica, capace di costruire un bel crescendo emotivo, mentre Remembrance è un brano d’atmosfera dal respiro quasi cinematografico.

Lo swingoso Countdown si arricchisce di qualche intelligente e misurato inserimento di elettronica per proporre agli ascoltatori un caleidoscopio di situazioni espressive, mentre Mirros of soul si apprezza per il suo tema di stampo meditativo. E se con il suo ticchettio introduttivo e l’ostinato dell’accompagnamento pianistico Clocks sembra voler enfatizzare l’inesorabilità del passare del tempo, il conclusivo The Roller Coaster, aperto da un intervento del contrabbasso con l’archetto, tiene fede all’idea delle scintille musicali (Sparks appunto), con il suo ritmo nerboruto a sostegno di un tema ridondante. Un lavoro ben congegnato che – sempre col sostegno di Puglia Sounds – Stafano ha potuto recentemente presentare dal vivo anche in Polonia, nel corso di un’estate particolarmente intensa che lo ha visto esibirsi pure nei paesi asiatici in duo con Iorio. Perché anche nella musica c’è una Puglia che «pensa» e «produce» senza far rumore e che, guardacaso, sa farsi apprezzare persino nei Paesi più lontani.

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