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Fauré, riscoprire il compositore delle melodie

Fauré, riscoprire il compositore delle melodie

Il duo simone-zaccaria ha registrato l’opera integrale

13 Aprile 2022

Livio Costarella

Se c’è un compositore celebre, ma che meriterebbe di essere più presente negli impaginati dei concerti di musica colta, questi è certamente Gabriel Fauré (1845-1924), forse il più grande melodista francese.

Giunge dunque propizio il prezioso disco pubblicato nel novembre 2021 dalla casa discografica italiana «OnClassical», con protagonisti due tra i migliori musicisti pugliesi: il violoncellista polignanese Gaetano Simone e il pianista barese Maurizio Zaccaria hanno infatti registrato l’opera integrale della musica per violoncello e pianoforte di Fauré. Parliamo di pagine tra le più belle in assoluto del compositore francese: a partire dalle due grandi Sonate - op. 109 in re minore e op. 117 in sol minore - autentici capisaldi, assieme a una serie di godibilissimi fogli d’album, come l’oscura Elegia, la celebre Sicilienne e altre chicche come Après un rève (la romanza più famosa di Fauré, qui nella trascrizione di Pablo Casals), Sérénade op. 98, Romance op. 69 e Papillon op. 77.

Musica pura, intima e delicata, con un afflato poetico straordinario, nell’interpretazione di Simone e Zaccaria: se Fauré affrontava nelle sue liriche soggetti tipicamente romantici come amore, morte e natura, tutta la sua musica riveste un’attenzione eccezionale alla cura della melodia, in uno stile armonico sempre molto personale.

E nel loro primo progetto discografico insieme, i due musicisti - dalla prolifica carriera in Italia e all’estero - fanno centro in ogni brano, grazie a una esecuzione sempre appassionata e intensa, vitale, malinconica ed anche gioiosa, esaltando ogni voce e servendosi del virtuosismo della scrittura di Fauré per evidenziarne colori e timbri.

«Crediamo sia giunta l’ora di favorire la diffusione di una produzione, quella cameristica di Fauré - spiega Maurizio Zaccaria -, ancora non così largamente proposta ed assimilata in Italia, a differenza della Francia. Basti pensare che il secondo movimento della Sonata op. 117 era stato concepito originariamente in forma di poema sinfonico per grande orchestra, dovendo soddisfare una richiesta proveniente direttamente dal governo francese, che nel 1921 aveva intenzione di commemorare i cento anni dalla morte di Napoleone Bonaparte. Il progetto non vide mai la luce per motivi di salute, ma l’episodio la dice lunga su quanto Fauré fosse tenuto in considerazione in patria. Nelle due Sonate a Fauré riesce il miracolo - dono di pochissimi altri suoi colleghi - di fondere in un’alchimia senza precedenti il mondo del contrappunto con quello, dominante a quel tempo, dell’omofonia. È stata una scoperta travolgente per noi e lo sarebbe altresì per il pubblico, che speriamo possa ancora assaporare tale magistrale creazione».

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