Giovedì 04 Marzo 2021 | 01:58

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Dopo l’appuntamento con l’Orchestra del Petruzzelli diretta da Giampaolo Bisanti (con solista il pianista Bertrard Chamayou) di due giorni fa, è già tempo per il quarto concerto della stagione sinfonica della Fondazione Petruzzelli. È in programma stasera alle 20,30, sempre dal palco del politeama, stavolta con un duo da camera di rango internazionale: si tratta dei francesi Edgar Moreau (violoncello) e David Kadouch (pianoforte), in un impaginato che li vedrà impegnati in tre Sonate cardine del repertorio, la FP 143 di Poulenc, l’op. 119 di Sergej Prokofiev e la celebre Sonata in La maggiore di César Franck (composta in origine per violino e pianoforte, e in tal caso proposta nella trascrizione violoncellistica di Jules Delsart). Anche questo appuntamento sarà trasmesso in streaming (realizzato in collaborazione con International Sound e con l’esperto del suono Filippo Lattanzi), fruibile gratuitamente sulle piattaforme digitali del teatro: il sito fondazionepetruzzelli.it, oltre ai canali social ufficiali (pagina Facebook e YouTube).

Se Kadouch, classe 1985, è un signor pianista, con molti recital da solista e in altri gruppi da camera all’attivo, il ventiseienne violoncellista francese Edgar Moreau è già stato molto apprezzato al Petruzzelli nel novembre 2019, solista nella Sinfonia concertante per violoncello e orchestra op. 125 di Prokofiev (con il direttore Sascha Goetzel). Violoncellista dal suono magnifico e pastoso, anch’egli con una carriera già molto ben avviata: premiato giovanissimo al Concorso «Ciajkovskij» di Mosca e al «Rostropovich» di Parigi, con collaborazioni eccellenti come Valery Gergiev, Gidon Kremer, András Schiff, Yuri Bashmet, Krzysztof Penderecki e Gustavo Dudamel. Con Kadouch ha tra l’altro inciso un prezioso disco (per l’etichetta Erato) con alcune Sonate per violoncello e pianoforte tra ‘800 e ‘900 francese: oltre a Franck e Poulenc, anche quelle di Strohl e La Tombelle.
Sono quasi coeve le Sonate che ascolteremo di Poulenc e Prokofiev: la prima è del 1948, e il compositore francese la dedicò al celebre violoncellista Pierre Fournier, che lo aveva coadiuvato negli aspetti tecnici più impervi del suo strumento. Ingiustamente snobbata dalla critica dopo le prime esecuzioni, è un brano che riflette appieno l’estetica musicale di Poulenc, nel pieno della maturità compositiva. Con quattro movimenti in cui si alternando temi romantici e più malinconici, anche se non mancano tratti giocosi nella timbrica dei due strumenti. L’op. 119 di Prokofiev viene scritta nel 1949 ed è frutto di un’altra felice collaborazione con il violoncellista dedicatario, Mstislav Rostropovich (all’epoca giovanissimo, ma già splendido virtuoso). Anche qui si respira a pieno l’universo poetico dell’ultimo Prokofiev: scrittura semplice, temi melodici che si rincorrono e una fluida discorsività intrisa di notevole lirismo. Non a caso è subito entrata nel repertorio violoncellistico come una delle Sonate imprescindibili.

Così come il capolavoro di Franck, scritto nel 1886, e che al Petruzzelli abbiamo curiosamente già ascoltato in un’altra trascrizione per violoncello (di Werner Thomas-Mifune) nel novembre 2019, con l’artista argentina Sol Gabetta. Dedicata al grande violinista belga Eugène Ysaÿe, è senza dubbio uno dei brani cardine della musica da camera francese. Definita un «lavoro cartesiano» per la limpidezza strutturale e il perfetto equilibrio che regola il dialogo dei due strumenti. Romantica, misteriosa ed elegiaca, è uno dei vertici compositivi di Franck, tra l’inventiva melodica appassionata e l’eleganza delle solide architetture formali.

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