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Da Bari il talento di Gea: pop, ritmi e sirene incantate

Da Bari il talento di Gea: pop, ritmi e sirene incantate

Da Bari il talento di Gea: pop, ritmi e sirene incantate

 
Livio Costarella

Reporter:

Livio Costarella

Da Bari il talento di Gea: pop, ritmi e sirene incantate

foto Marco Perulli

La giovane cantautrice spopola al debutto con il singolo «C’est la vie»

Venerdì 08 Gennaio 2021, 11:22

È la vita. E «questo teatro è il mondo in cui dobbiamo vivere, con maschere che crollano da sole». Versi profetici e carichi di significato, quelli di «C’est la vie», il singolo musicale appena lanciato e pubblicato su tutte le piattaforme digitali da Gea, ventenne cantautrice barese il cui talento, nonostante la giovanissima età, è stato già ampiamente riconosciuto negli ultimi anni. Adesso, per Gaia Daria Miolla (il suo vero nome), è giunto il momento di manifestarsi come cantautrice a tutto tondo: e Gea, che nella religione e nella mitologia greca è la Dea primordiale, la potenza divina della Terra, è la sua seconda pelle. Bellezza genuina, voce dalla straordinaria morbidezza, dal timbro «bambino» e pienamente intonato, artista versatile: classe 2000, Gea nasce come batterista, suona più strumenti, parla e scrive correntemente in tre lingue e ha scelto il giorno dell’Epifania per «manifestarsi», raccogliendo in poche ore sui canali social pieno consenso.

Già diverse esperienze le avevano dato popolarità sui principali network italiani: su Sky è stata la protagonista dello spot di «X-Factor» 2017, poi ha partecipato con successo a «The Voice of Italy» nel 2018 su Rai 2; per la fiction Mediaset «Oltre la soglia» ha realizzato tre brani della colonna sonora. Ora, con questo debutto ufficiale, è entrata nella rinomata scuderia di Gianni Santorsola, il produttore esecutivo, mentre il management è affidato alla RMM Eventi, con la partecipazione e la collaborazione di importanti figure di spicco del panorama nazionale.

E C’est la vie (testi e musica di Gea, arrangiamento di Tullio Ciriello, etichetta discografica A.MA Edizioni) è un brano che colpisce al cuore, nella sua miscela ricercata di pop, ritmi tribali, una sapiente armonia strumentale e un testo ricco di metafore.
«È un brano scritto in estate, a fine luglio - spiega Gea -, ed è nato perché sentivo l’esigenza di parlare di ciò che sta accadendo in questo particolare periodo storico. Descrivo il senso di alienazione dalla realtà, in un teatrino che ci porta quasi a non riconoscerci. Non credo però al caso, e il cambiamento deve partire da noi stessi: decidendo di dare un tocco di magia alle cose, o di guardare il cielo, pensando alla ricchezza della vita».

È la vita, insomma, ma non è tutto oro ciò che luccica.
«È un mondo che spesso non mi capisce, ma non importa. Perciò canto “C’est la vie, salvami in questo mare che mi fa girar la testa, incantata da belle sirene”. Non dimentichiamo che le sirene in principio erano dei mostri, non un simbolo di bellezza. È una metafora che invita a stare attenti a tutto ciò che ci circonda».

Come scrive i suoi brani?
«Sono una persona legata molto ai sogni. Quando capita, li riporto su carta immediatamente, perché rappresentano tantissime emozioni e sensazioni diverse. E quando scrivo musica, non forzo nulla: è come se ricreassi una sorta di macchina del tempo e riscoprissi qualcosa che è già dentro di me. Tutto viene fuori in maniera molto naturale».

Lei nasce come batterista: quanto l’ha aiutata questo strumento?
«È stato fondamentale studiare e conoscere le tante ritmiche esistenti, essendo anche un’appassionata divoratrice di molti generi. Nel brano c’è un flusso continuo tra musica tribale, tango, pop. E un contrappunto ritmico che richiama a una sorta di bossa rivisitata, con chitarre, batteria, bonghi, tamburi etnici, violini, cori, piano e basso.».

Per la prima volta lei ha anche una struttura produttiva alle spalle.
«Sono fiera di avere al mio fianco Gianni Santorsola: ci siamo conosciuti lo scorso febbraio, ed è scattata un’empatia reciproca. Ha creduto subito in me e ha preso a cuore questo progetto. Inoltre mi ha affiancato diverse figure che curano la comunicazione, l’immagine: un vero team molto competente. Questo mi fa esprimere al meglio delle mie possibilità. Senza snaturare la mia identità. È solo l’inizio di un lungo progetto artistico, nei prossimi mesi ci saranno molte altre sorprese. Non vedo l’ora».

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