Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 07:07

Lettere al Direttore

Quel taxi a Martina Franca
che non è mai arrivato

Quando si dice: il turismo è il nostro petrolio! Abito a Firenze. Per le feste sono andata a trovare mio padre anziano che vive a Martina Franca. Ho viaggiato in treno. Al ritorno ho prenotato con grande anticipo un taxi da Martina per Fasano. L’appuntamento col tassista, tale Michele P., era fissato per mercoledì 3 gennaio, alle 8:00 in punto, in Corso Messapia. Avevo telefonato a questo signore perché il suo telefono fiammeggiava sullo “Stradone” di Martina nella pubblicità di una certa “Transferpuglia”. La telefonata di prenotazione era stata molto rassicurante: non era necessaria la conferma: “… il Suo appuntamento è nella mia agenda, non Si preoccupi!“; lui aveva una licenza fresca da tassista, mica era uno così… ; il sito “transferpuglia.it” prometteva “Precisione, professionalità, gentilezza … a completa disposizione del cliente”. Promesse fasulle. Il 3 gennaio ho aspettato il Sig. Michele in Corso Messapia per mezz’ora e al freddo. Gli ho telefonato più volte ma quando riconosceva il mio numero non rispondeva e metteva giù – forse all’ultimo minuto aveva trovato una corsa più ricca, magari un Martina-Bari, e mi ha piantata lì. Il giorno dopo per curiosità – e per rabbia – ho telefonato all’Ufficio Attività Produttive del Comune di Martina: l’ultimo concorso per taxi era andato deserto. Dunque il Sig. Palazzo non aveva nessuna licenza. Pure bugiardo. Non abbiamo grandi catene alberghiere, compagnie aeree, agenzie e siti web importanti. Ci sono rimasti albergucci, osterie e taxi. E nemmeno questi sono affidabili. Con la mentalità del prendi i soldi e scappa, lo slogan “Il turismo è il nostro petrolio” è solo retorica. Eva Semeraro, Firenze

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