Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 18:50

Lettere alla Gazzetta

Imparare a viaggiare con i libri

Ho finito di leggere “L'infinito viaggiare” di Claudio Magris, dalle cui meravigliose pagine ho appreso storie di paesaggi incredibili, ma anche racconti dettagliati di storia contemporanea e non solo, che difficilmente si potrebbero apprendere studiando normalmente sui libri di testo a scuola.
Ciò premesso mi sono ricordato di quando una brava maestra di scuola elementare disse a mia moglie che mia figlia, sua alunna, poteva apprendere più viaggiando con noi, sia pure per una sola settimana, che non restando a scuola. Correvano i "favolosi" anni Ottanta ma, dopo tanto tempo trascorso, solo oggi ho capito, leggendo Magris, che quell'insegnante aveva perfettamente ragione.
So che far viaggiare i nostri figli oggi, autonomamente o in gruppo e su strade ad alto traffico, è diventato un po' più pericoloso dei tempi nostri. Allora che fare? Non dico che tutti dovrebbero incrementare la lettura di libri dedicati alla scoperta di città, paesaggi e civiltà sconosciuti o abbandonare la possibilità di eseguire un viaggio d'istruzione scolastica. Ma penso che i ragazzi dovrebbero essere anche accompagnati dai rispettivi genitori in tutte le loro, sia pure occasionali, uscite. Con il vantaggio di distoglierli dal cliccare continuamente sugli smartphone.

Franco Muolo, Monopoli (Bari)

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