Lunedì 21 Gennaio 2019 | 21:31

Lettere alla Gazzetta

Il ricordo di un affezionato lettore

«Gentile signorina come sta, mi scusi ma la chiamo per il solito disturbo».
«Mannò che disturbo - rispondevo - per me è sempre un piacere, trasmettere le sue lettere alla “Gazzetta”». Dall’inizio della sua malattia, le ho sempre chiesto di non abbattersi, perché secondo me, con la bella stagione, i suoi malesseri post influenze invernali, sarebbero scomparsi...
E invece, caro Lorenzo, ora non trasmetterò più le tue lettere, tramite fax, per mail. Quest’ultima poi ti sembrava così occulta e nello stesso tempo veloce ma incomprensibile.
Ti sembrava come una soffiata di vento che arrivava immediatamente a destinazione, soprattutto quando, il giorno successivo, la tua lettera era già pubblicata nella rubrica dello stesso quotidiano.
Aver appreso della tua scomparsa mi ha lasciato senza parole. Te ne sei andato così, senza preavviso. E pensare che ci eravamo sentiti il lunedì per l’ultima tua missiva.
Ora questa lettera la mando io per te, per tutte quelle che avresti voluto scrivere, per tutte le riflessioni sul mondo che avresti voluto esporre.
Caro Lorenzo, questo è solo un arrivederci.
Lorenzo Grande non è più tra noi dal 18 marzo.
Con affetto.

Manuela Giannuzzi, Bari

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