Lunedì 21 Gennaio 2019 | 17:36

Lettere alla Gazzetta

Un problema da sottoporre alla Corte dei Conti

Leggo sulla prima pagina de La Verità di domenica 12 marzo che Equitalia avrebbe dovuto riscuotere 800 milioni di euro relativamente agli anni dal 2013 al 2017 (durante i quali anni gli enti le hanno trasmesso i ruoli) e invece ha riscosso appena 429mila euro.
Mi viene da pensare all’eventuale impresa privata che avesse un tasso di ritorno di prodotti difettosi, non vendibili, pari al 99,95%. Avrebbe vita molto breve. Forse non aprirebbe neanche di fronte a una previsione simile, nessuno sano di mente finanzierebbe una iniziativa imprenditoriale su queste basi.
Ma il calcolo che grida vendetta è quello risultante dalla divisione del 400mila euro riscossi per il numero di dipendenti, 8000 secondo Wikipedia. Ho voluto fare il calcolo più volte, con più calcolatrici, anche a mano, anche mentale, anche con il computer con megaprocessore con uno spaventa-tot di memoria e una velocità di calcolo da ritiro immediato della patente, ho usato anche la calcolatrice di Google. Non credevo ai miei occhi: 400 mila diviso 8mila fa davvero 50 euro! La media di riscossione per dipendente non supera il prezzo di una cena per due.
Scontata la domanda: quanto ci costa ogni dipendente di Equitalia? Se costasse 50 euro l’anno, ovvero se il suo stipendio mensile fosse non superiore ai 4 euro non ci sarebbero problemi: si andrebbe alla pari, teoricamente. Temo che non sia così. E allora chiediamo pure cosa ne pensa la Corte dei Conti in merito.

Andrea Bucci, Torino

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