Martedì 22 Gennaio 2019 | 21:52

LETTERE ALLA GAZZETTA

La strage familiare nel Ferrarese. Servono lezioni di educazione civica

È proprio vero: a volte non c’è limite all’orrore! In questi giorni la cronaca giornalistica e televisiva lo sta dimostrando. A Pontelangorino (Ferrara) un 17enne e un 16enne, amici, studenti forse con poca voglia di studiare, hanno massacrato con un’ascia i genitori del 17enne. E subito, nei “salotti” televisivi e sulla carta stampata, si disquisisce, a vuoto, sui “perché” e sui “come mai”, scivolando sulla assoluta mancanza di valori nell’odierna società. In altro luogo, una giovane madre è stata arrestata per aver avvelenato – per fortuna, non mortalmente – ripetutamente, con psicofarmaci nel biberon, le due figliolette di uno e tre anni, nascondendo la verità ai medici che le hanno ricevute per le cure del caso. Contro di lei pesano, come macigni, alcune intercettazioni raccolte dai Carabinieri tra lei e il marito, papà delle piccole, e tra lei e suo padre, nonno delle stesse. Ora c’è lavoro per gli avvocati che sicuramente chiederanno la perizia psichiatrica, allo scopo di dimostrare che si è di fronte a qualche disturbo mentale, il cui riconoscimento porterebbe ad una mite condanna. Esiste, infatti, un disturbo mentale, denominato “Sindrome di Münchausen”, secondo il quale, a volte, il soggetto che ne sia affetto, usa un proprio figlio come “surrogato”, nel senso che, invece di riferire a se stesso i sintomi, li attribuisce al bambino, al quale intenzionalmente procura lesioni a volte anche gravi. A quale scopo? Per attirare l’attenzione di chi? Del marito, nel nostro caso? Per ottenere qualche vantaggio? Anche il suo avvocato, probabilmente, chiederà, a ragione, la perizia psichiatrica. Altro fatto, a dir poco inquietante: un 29enne di Capo Verde, Jorge Edson Tavares, è accusato di avere sfregiato con l’acido il bel volto di una riminese di 28 anni, l’ex fidanzata ed ex miss Romagna. Saprà dimostrare l’assoluta sua estraneità a detto grave reato?
Questi tre gravi fatti sono accaduti nel nostro problematico Paese, mentre i politici, delle varie parti, sono impegnati, direi a tempo pieno, a discutere sulla legge elettorale da approvare – ovviamente, ognuno propone quella più conveniente al suo partito o movimento – o ad effettuare ribaltoni in sede europea con il conseguente, non nuovo in verità, cambio di casacca. Occorrerebbe, invece, un’opera d’informazione ed educazione sanitaria e civica, nonché di responsabilizzazione nel proprio ruolo genitoriale nei confronti dei figli da crescere, difendere ed educare. A meno che non ci si rassegni al vivere nel degrado o, meglio, nel caos sociale. Alcuni si sono – ahimé – già rassegnati. C’è, però, chi non vuole ancora rassegnarsi e si ribella.

Salvatore Sisinni, Squinzano (Lecce)

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