Sabato 25 Maggio 2019 | 19:07

Il Biancorosso

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Bellinazzo: «Bari in serie A un affare tra i 70 e gli 80 mln di euro»

 

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LETTERE ALLA GAZZETTA

Bari, se non ora quando scatterà il largo ai giovani

A gennaio ce la farà il Bari a presentarsi ai blocchi di ripartenza senza troppi punti di distacco dal gruppo di squadre già attestate che dimostrano di campare bene nel recinto dei playoff? Al netto di delusioni tipo Maniero e Furlan. Al netto di quanti si rimetteranno o no da infortuni ed acciacchi, di chi recidivo ricadrà sotto la falce di evitabili, nuove giornate di squalifica mi sa che Colantuono dovrà lavorare molto di gomito (e di polso). Chi se non lui dovrà scuotere a dovere questa squadra sonnolenta se vorrà realmente non mancare alla volata finale di maggio?
Da quando il calcio è venuto al mondo è sin troppo evidente che non sono da soli gli allenatori a fare grande una squadra, sono i giocatori singolarmente presi e valutati nel loro insieme con le loro doti e capacità.
Agli allenatori come “sarti” il compito di cucire addosso alla squadra nel tempo e nelle singole partite l’abito che le è più confacente. A tale proposito mi pare significativo, quasi una conferma, quanto stanno dicendo di vero queste ultime giornate di Campionato.
Forse qualcuno capirà che il male oscuro del Bari era ed è altrove. Non negli allenatori spremuti come limoni e licenziati senza pietà per assecondare una tifoseria in rivolta. Perché era davvero tutto da “buttare” quel Nicola che ora a Crotone sta riportando a galla la squadra finita subito all’ultimo posto, nelle sabbie mobili della Serie A? Da noi era da “buttare” anche il buon Camplone - unico colpevole del fatal Novara nei playoff di maggio - se ora sta riportando il Cesena ai bei tempi, agli antichi splendori della Serie A? Forse anche Stellone? E che dire dei giocatori nostri ex, di un N’acadtyroms NOIJJNnICOLLA lungo rosario fatto di rimpianti e grossolani errori? Perché solo da noi quei giocatori sembravano inguaribilmente colpiti dal morbo degli sfaticati?
Vai a Vicenza e Galano sorretto da un Bellomo rimesso a nuovo manda a sconfitto casa il Verona capolista. Un Rosina divenuto troppo caro per un Bari di colpo a suon di gol e distribuendo assist dà alla squadra, a Salerno una fisionomia meno pittoresca del suo ineffabile ex Sindaco. E che dire dei Puskas, Stoian che continua a calcare a passo romeno i campi di A, di Dezi ora al Perugia, di Caturano (svenduto da chi?), di Caputo non più chiacchierato uomo di Altamura che ora naviga tranquillo nel Mar Ligure, rispettato e prolifico uomo-gol? Per non citare altri ex che in Serie B (anche in A ) stanno attraversando – beati loro - stagioni meno avventurose di quelle vissute a Bari.
Mister Colantuono, tirando le somme d’un magro bilancio di cui lei è il meno colpevole, se non ora quando con i rincalzi ridotti all’osso farà largo ai giovani? Subito non a gennaio. Mi pare sia questo il momento d’un salutare turnover, di mandare in campo chi ha fatto sin troppa panchina.
Naturalmente concedendo un meritato riposo specie agli Over 30 (troppi) che finora hanno tirato la carretta e dato secondo i punti vista il meglio ed il peggio di sé. Non vedo alternative salvo ricadere negli errori commessi prima e dopo il gennaio 2015 e 2016. Pagati tutti a caro prezzo.

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