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LETTERE ALLA GAZZETTA

I respingimenti modello Capalbio

Il prefetto di Grosseto, Cinzia Teresa Torraco, ha deciso che a Capalbio non arriverà nessun profugo. Ma come? Che «pericolo» possono mai essere 50 disperati africani, che avrebbero dovuto occupare un condominio vuoto già pronto? È vero, già da tempo, i benestanti e benpensanti di sinistra si lamentavano della eventualità di mischiarsi con questa gente venuta d’oltremare. Personalmente, ho sempre ritenuto una vergogna la politica dei respingimenti in mare voluta da un passato governo Berlusconi, con la super sponsorizzazione del Carroccio. La “rivolta di classe” dei ricchi di Capalbio è da biasimare, al pari delle piattaforme popolazionistiche del centrodestra. Meno male che a sposare la causa di questa povera gente c’è l’imprenditore Chicco Testa, capalbiese di ferro, già presidente dell’Enel e fondatore di Legambiente. Lui sulle questioni ambientali è un po' confuso (da ambientalista convinto divenne favorevole all’installazione, in Italia, di centrali nucleari); ma sulla questione migranti ha le idee chiare. Con profonda stima.

Marcello Buttazzo, Lequile (Lecce)

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