Giovedì 24 Gennaio 2019 | 04:19

LETTERE ALLA GAZZETTA

Donne che vogliono dettare la linea alle altre donne

Le scelte di vita su nascita e morte, su sessualità e genitorialità, sull'orientamento religioso e persino politico, dovrebbero far parte della sfera privata. Ciascuno, poi, ha tutto il diritto di portarle, oppure no, nella sfera pubblica. Tuttavia, chiunque in nome delle proprie scelte personali tragga un presunto diritto a tracciare pubblicamente i confini della altrui intimità, contravviene a quello che - almeno per me - è un principio inviolabile e apre il campo a qualsivoglia ingerenza nella libertà individuale di ciascuno di noi. Il manifesto delle 50 donne, che ci tengono a far sapere di essere lesbiche, contro la “gestazione per altri”, che in senso dispregiativo viene detta “utero in affitto”, è un manifesto contro la libertà di scelta e soprattutto contro le donne. Strano paese, questo, dove alcune donne vogliono dire a tutte le altre cosa debbano fare del proprio corpo: la brutta tendenza è testimoniata anche dalla recente disastrosa campagna del Fertility Day, che la ministra Lorenzin ha tenuto a precisare essere stata pensata da uno staff tutto al femminile.

Paolo Izzo, Roma

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