Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 18:31

LETTERE ALLA GAZZETTA

La ribellione dell’orrore una decisione storica

La decisione della comunità islamica di Rouen, di negare il rito funebre ad Adel Kermiche, l’assassino di padre Jacques Hamel, può apparire dura e persino iniqua, mentre è semplicemente storica. Colpisce solo l’ultimo dei terroristi jihadisti, peraltro un giovanissimo, abbattuto quando ormai non era più in grado di uccidere: e gli altri, e tutti gli altri? Iniqua, dunque, ma in quanto inedita e di rottura. E soprattutto pubblica, inserita dichiaratamente nella visione coranica della vita e della società. Perciò, storica.
Il fatto su cui è importante tornare a riflettere è la spiegazione data dal presidente del consiglio islamico della Normandia, secondo il quale il rifiuto di onoranze pubbliche e della sepoltura nel cimitero musulmano discende dalla convinzione che Kermiche abbia compiuto un gesto «impuro» e dalla preoccupazione di «macchiare l’islam con quella persona». Che ha ucciso usando addirittura il nome di Dio… Parole che non capita spesso di ascoltare da un sacerdote o da un vescovo, perché la pietà e l’affidamento al giudizio del Signore non possono conoscere eccezioni, ma che non sono affatto lontane nello spirito da quelle che motivano, ad esempio, la sacrosanta decisione della Chiesa cattolica di non celebrare funerali pubblici dei mafiosi e di non consentire loro, sino a un autentico cambiamento di vita, di partecipare in modo rilevante alla vita della comunità cristiana. I sacramenti cristiani, tutti i sacramenti, hanno anche una natura pubblica, che rinvia alla dimensione comunitaria della religione. E anche le decisioni prese da importanti imam e da migliaia di semplici musulmani di Francia e d’Italia – partecipare per fraternità e solidarietà alla Messa cattolica e negare i riti funebri al giovane terrorista di St Etienne du Rouvray – fanno emergere proprio questa dimensione, che è centrale pure nella religione islamica, per quanto non sia così scontata nella sua interpretazione. Ma una nuova sensibilità sta emergendo almeno in Europa, tant’è vero che la scelta di Rouen è stata condivisa in Germania dal Consiglio centrale dei musulmani che ha dato formale indicazione di non consentire onoranze e sepoltura in cimiteri musulmani a terroristi assassini. Una decisione solenne, motivata dai casi degli attentatori suicidi di Wurzburg e Ansbach. Bisogna dire che la dimensione comunitaria è sostanzialmente comune alle cosiddette tre religioni del Libro: ebraismo, cristianesimo e islam, per quanto il giudizio finale sia riservato a Dio, convergono su un punto nodale: non solo i singoli ma le comunità religiose debbono fare i conti con il Male - e prendere una posizione inequivoca - già in questo mondo. Nel caso dell’islam, ciò comporta delle conseguenze politiche, giuridiche e sociali che possono apparire particolarmente 'dure', in particolare agli europei più secolarizzati: il peccato del singolo ricade su tutti e l’unico modo per lavare quella macchia è la damnatio memoriae, che si compie attraverso il rifiuto delle esequie religiose e trasforma l’empio, in quanto membro di quella comunità storica, in un uomo mai nato.

Don Carmelo Carparelli, Fasano (Brindisi)

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