Lunedì 21 Gennaio 2019 | 06:34

LETTERE ALLA GAZZETTA

Le truffe continue ad opera dei maghi

Se milioni di persone si rivolgono ai maghi, compresi migliaia di minorenni, sicuramente un motivo c’è. Il mago, nella percezione popolar-credulona, possiede la chiave prodigiosa che apre la porta giusta, smussando gli assilli quotidiani. Chi esercita il sortilegio, la divinazione, chi fa incantesimi, chi interroga i morti, propone materia che ammalia, perché supera (illude di superare) la soglia perfettibile della scienza.
Probabilmente la strada giusta da seguire sarebbe un’altra. Rivolgersi ai nostri cari, agli amici più fidati o anche interpellare un sacerdote. Per superare le tribolazione quotidiane e momenti difficilissimi, al volto ignoto dei maghi sarebbe preferibile il volto familiare della concretezza.
I maghi guadagnano fior di quattrini, spesso non versando i contributi, con questo tipo di arte fatata. Ma si tratta davvero di arte o, più concretamente, si tratta di truffa? E chi vende illusioni può considerarsi un truffatore? La giurisprudenza non risolve il problema, rimettendo ai singoli giudici, in caso di denuncia, l’interpretazione più opportuna.

Fabio Sìcari, Bergamo

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