Domenica 20 Gennaio 2019 | 06:09

LETTERE ALLA GAZZETTA

Avverbi tutt’altro che necessari

Che strani certi cartelli! Mi sono sempre chiesto quale sia la differenza tra un "assolutamente vietato" e un "rigorosamente vietato". Come anche tra un "severamente vietato" e un semplice, mite, "vietato". Forse, quest'ultimo, senza rafforzativi diventa un "quasi vietato"? Un nonsense che tanto ricorda il film di De Luise "Quasi incinta". E allora, perché non riconoscere il giusto valore delle parole? Per quale motivo continuare ad accompagnare con inutili avverbi il termine "vietato", di per sé esauriente e inderogabile?

Michele Massa, Bologna

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