Lunedì 21 Gennaio 2019 | 19:02

LETTERE ALLA GAZZETTA

Riforme, meglio un presidente eletto direttamente dal popolo

Si fa presto a dire sì o no sul referendum costituzionale. Questo referendum non risolve tutti i problemi del paese. Molti cittadini avranno tante difficoltà a comprendere fino in fondo il significato e la necessità di abrogare o meno i 16 provvedimenti. I nostri padri costituenti (uomini di altri tempi, capaci e responsabili) hanno creduto in quella democrazia costituzionale portando il paese fuori dalle macerie della guerra e creando tutte le condizioni di benessere ed il boom economico in poco tempo senza particolari problemi. Cosa non va nel nostro Paese? Forse la qualità di una buona parte dei nostri politici attuali.
Dico al presidente Renzi: se una cosa pubblica non produce benefici per gli interessi del paese diventa una cosa inutile e quindi va eliminata con un semplice decreto. Si dice che nel nostro Paese ci sono circa 2.000 enti inutili con stipendi di riguardo. Se pl Presidente del Consiglio vuole ridurre i costi della politica e delle amministrazioni pubbliche come lui dice, cominciasse da questi enti e per finire con i privilegi, vitalizi, abusi, sprechi, commissioni inutili, le perizie esterne dei tecnici che a volte costano più del problema e spesso con pessimi risultati, manager che quasi sempre producono debiti non pagati e comunque liquidati bene... Se vuole ridurre i parlamentari ben venga, ma che sia un presidente eletto dal popolo. L'incarico dato agli ultimi tre presidenti del Consiglio ha prodotto diversi danni. Il professor Monti ci voleva far vedere la luce in fondo al tunnel della ripresa ma ci fece scivolare ancora di più nel baratro del disastro economico, portando fabbriche e attività commerciali allo sbando, tanti suicidi e malessere. Dopo di lui, Letta galleggiava con un canotto forato. Renzi pare che stia continuando a giocare alla ruota della fortuna. I problemi aumentano sotto tutti gli aspetti.
E' vero che la nostra costituzione non prevede che il presidente del Consiglio venga eletto dal popolo ma non lo impedisce. Sappiamo quanto è penoso avere l'incarico di primo ministro tra accordi che in buona parte non sono nell'interesse del Paese. L'anomalia più eclatante che ricordo è stato il governo Monti durante il quale tutti i ministri erano esterni, e - come se non bastasse - affiancati da esperti anch'essi esterni, annullando quindi di fatto il sistema democratico. Si sta vivendo da un bel po’ di tempo nell'incertezza con tanto malessere. Tutto va alla rinfusa, il debito pubblico sale alle stelle, tasse e balzelli vari sono sempre più insostenibili, le banche non garantiscono più i risparmiatori, la sanità - tranne qualche eccellenza - è in uno stato pietoso sotto gli occhi di tutti. Il settore trainante del mercato immobiliare è fermo. Il mattone non è più un investimento ma una palla al piede a causa dell'eccessiva tassazione. La politica dell'accoglienza degli extra-comunitari è a mio avviso sbagliata. Ci vorrebbero dei limiti in modo da accogliere senza essere invasi. Un giorno non molto lontano il fenomeno non sarà più gestibile. La criminalità dilaga sempre più, così come la devianza minorile. Si uccide ormai per nulla. E spesso a causa di una disparità sociale che esiste solo nel nostro Paese: si va da soggetti che percepiscono 3.000 euro al giorno a chi circa 1.000 euro al mese fino a chi gode di vitalizi da 3.000 euro al mese per aver seduto un solo giorno in Parlamento, contrapposti a coloro che percepiscono una pensione di vecchiaia avendo lavorato tutta una vita con qualche centinaio di euro al mese.

Graziano Lisi, Bitonto (BA)

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