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LETTERE ALLA GAZZETTA

Il Signore, madre natura e la responsabilità umana

In questi giorni di dolore e commozione abbiamo ascoltato riflessioni sul terremoto piuttosto contraddittorie. Da una parte c’è chi ha affermato che non sono i terremoti che uccidono ma ciò che gli uomini hanno costruito nelle aree a rischio e che crolla a seguito del sisma. Da altre parti invece si è posto l’accento sull’ineluttabilità dell’evento sismico e, conseguentemente, sull’impossibilità di considerare un Dio o una Natura (matrigna) che li permettono.
Con simpatia e stima per entrambe le visioni, senza dubbio la preferenza cade sulla prima, anche se questo non ha nulla a che fare con la commozione, la compassione e la solidarietà (e il non ergersi a giudici di singole responsabilità morali), che sono cifre fondamentali del nostro essere uomini e che siamo chiamati tutti a vivere in prima persona.
L’umanità può migliorare e progredire oltre che attraverso comportamenti consoni nel momento del lutto, anche imparando qualche lezione e assolvendo allo splendido compito che le è stato affidato di perfezionare la natura e la creazione. In questi giorni abbiamo sentito molto spesso chiamare in causa, a seconda dei credi e delle visioni del mondo, un Dio non buono o non onnipotente o la Natura matrigna. Ma per un terremoto di magnitudo 6, con il nostro livello di conoscenze tecnologiche e scientifiche non possiamo collocarci in nessuno di questi due casi. A Norcia (solo 14 km in linea d’aria) le case erano state ricostruite con criteri antisismici e ci sono state solo alcune lesioni.
In Giappone probabilmente con quella magnitudo non ci sarebbero state vittime o sarebbero state assai ridotte. Facciamo un altro esempio. Se una persona mette la mano sul fuoco nessuno si sognerebbe di dire che è colpa di un Dio cattivo o della natura matrigna. Sappiamo bene che il fuoco così com’è è un dono (della natura o di Dio sempre a seconda delle visioni del mondo) che ha importanti usi e funzioni proprio per quelle stesse proprietà che, accostate ad una mano nuda che vi si pone sopra, creano la bruciatura e il danno. In moltissimi casi dunque la stessa proprietà naturale ha una funzione benefica per l’uomo (o comunque una sua funzionalità ben precisa nell’ordine naturale) ma può invece produrre dei danni gravi se gestita inappropriatamente (per responsabilità dell’uomo e non di Dio o della natura).
E la proprietà non si può attivare o disattivare a piacimento a seconda delle circostanze come un Eurostar che corre verso la meta non può dematerializzarsi se qualcuno si getta sui binari. So che è difficile per il nostro immaginario, ma con le conoscenze che ormai abbiamo, costruire una casa senza requisiti antisismici in una zona fortemente sismica equivale esattamente a mettere una mano sul fuoco.

Don Carmelo Carparelli, Fasano (Brindisi)

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