Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 12:33

LETTERE ALLA GAZZETTA

Il mio turbamento per quelle gare sportive

Ho provato più volte ad avvicinarmi, come spettatore, alle gare cosiddette paralimpiche, ma ho sempre provato, guardando, un senso di inquietudine. Anni fa volli assistere ad una manifestazione del genere allo stadio, ma le prestazioni degli atleti non mi entusiasmavano affatto, dopo averli visti ammassati, prima di ogni gara, a centinaia sul prato o sulle piste, ognuno con i suoi gravi problemi. Non c’era nessun piacere in quello spettacolo, ma solo grande turbamento. Io ho praticato l’atletica in passato, che giudico uno sport nobile dove è giusto assegnare la palma della vittoria all’atleta più forte, a parità di condizioni e lì non mi sembrava che questa regola venisse rispettata. Come l’altro giorno, alle Paraolimpiadi di Rio, in una gara di ciclismo su pista dove, mentre l’atleta cecoslovacco pedalava con due gambe, il suo contendente giapponese (che ha perso per pochi secondi), di arti per pedalare, ne aveva uno solo. E non so se anche in queste gare si possa dire che venga rispettata la regola che assegna la medaglia d’oro al migliore.

Armando Santoro, Bari

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